ì
Giornale Radio La radio libera di informare
GR news La radio di notizie senza commenti e opinioni.
Radio Italia Network One World, One Music.
today27 Febbraio 2025
(Adnkronos)
Serve ancora tempo per valutare le proposte arrivate per l’acquisizione dell’ex Ilva. Alcuni dei player in gara, infatti, hanno apportato delle “migliorie” proprio “in queste ore”, e i Commissari straordinari devono valutarle. Lo ha spiegato ieri il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, reduce da due incontri con Fiori, Tabarelli e Quaranta: il primo martedì sera al Mimit, per illustrare al ministro le offerte arrivate dai tre pretendenti dell’Ilva, cioè gli azeri di Baku Steel, gli indiani di Jindal e gli americani del fondo Bedrock; il secondo mercoledì mattina a Palazzo Chigi. Una riunione, quest’ultima, durata un paio d’ore e sostanzialmente interlocutoria – “di allineamento”, viene riferito – partecipata da una fitta pattuglia di ministri. A parte Urso erano presenti il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (collegato da Cape Town), dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, degli Affari Europei Tommaso Foti, la ministra del Lavoro Marina Calderone e il sottosegretario Alberto Mantovano, i tecnici e i rappresentanti di Invitalia.
Secondo fonti vicine al dossier, si sarebbe tracciata una bozza di road-map: individuare l’offerta migliore entro il 14 marzo per poi iniziare a convocare i tavoli di confronto con le parti sociali e avviare le procedure di vendita in estate. Annunci ufficiali, tuttavia, non ce ne sono stati, e probabilmente non ce ne saranno a stretto giro, perché il dossier è delicato.
Un eventuale ingresso di Jindal fa gola dal punto di vista industriale, perché il gruppo ha un profilo manifatturiero imponente e un know-how acclarato nella produzione d’acciaio con una specializzazione nell’uso della gassificazione per produrre il Dri (Direct Reduced Iron), centrale nei processi di decarbonizzazione perché funzionale alla produzione di acciaio green. Gli indiani avrebbero ritoccato l’offerta al rialzo, arrivando a un totale di poco inferiore ai 4 miliardi, e si sarebbero detti disponibili ad aumentare il numero di occupati da tenere nelle acciaierie, portandolo più vicino a quello proposto dai competitor azeri, con una differenza che dovrebbe aggirarsi intorno al 6-7%. D’altro canto, Baku Steel, seppure possa contare su una minore esperienza nella gestione di sistemi complessi, oltre a garantire comunque un numero maggiore di lavoratori, avrebbe messo sul tavolo una proposta molto solida a livello finanziario (soprattutto sul lato ‘cash’, forte anche dello Stato azero alle spalle). Il fondo americano Bedrock pare invece essere rimasto fermo sulla propria offerta iniziale.
Il governo ragiona poi anche su un possibile ruolo di Invitalia, inizialmente escluso con vigore da via Veneto e ora invece riconsiderato. Come ha spiegato mercoledì Urso, la presenza del socio pubblico nel capitale sociale dell’azienda – opzione fortemente voluta dai sindacati – è “un’ipotesi che stiamo considerando anche alla luce del fatto che alcuni degli attori lo hanno richiesto”. In che termini però non è chiaro. L’esperienza nella joint venture con Mittal, per ammissione dello stesso ministro delle Imprese, non si era rivelata un successo. All’epoca Invitalia operava in una governance di controllo congiunto con il colosso franco-indiano, che però con la nomina dell’amministratore delegato (Lucia Morselli) aveva di fatto il controllo operativo, senza vincoli di sorta. È probabile quindi che, se si dovesse andare nella direzione di una presenza pubblica in azienda, si escluda un ‘bis’, cercando di definire un perimetro più nitido.
Sulle tempistiche del processo Urso si è limitato ad un laconico “la procedura è in corso”. Intanto, Fiom, Fim e Uilm continuano a chiedere a gran voce un incontro a Palazzo Chigi per essere aggiornati sull’andamento delle trattative con i tre player. Per ora però l’unica convocazione arrivata è quella del ministero del Lavoro per il 28 febbraio, per discutere sulla cassa integrazione straordinaria richiesta da AdI per oltre 3mila lavoratori, Cig che – senza un accordo – partirà automaticamente dal 1° marzo, come prevede una specifica norma contenuta nell’ultima legge di bilancio.
Scritto da: Giornale Radio
Il mondo della Finanza: dalla Borsa alle Banche, dai Fondi di Investimento alle Private Equity, dai Venture Capital al Crowdfunding e Assicurazioni, analizzato da Manuela Donghi con esperti dall’Italia e dall’Estero.
closeGiornale Radio, la radio libera di informare.
Notizie del giorno: notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.
Testata Giornalistica “Giornale Radio” Tribunale di Milano – Registro Stampa N° 141/2018 | Giornale Radio - Iscrizione al R.O.C. Registro Operatori della Comunicazione – Reg. n° 3359 - Copyright ©2025 Luckymedia Srl - Società editoriale - P.IVA 02512190998
Powered by Nuly.it
Commenti post (0)