Roma, 28 ott. (Adnkronos Salute) - In arrivo tamponi rapidi ed ecografie dal medico di famiglia e dai pediatri di libera scelta. Una novità che dovrebbe andare incontro ai cittadini: considerando un test antigenico al giorno per ogni medico di base, infatti, saranno 50 mila in più quotidianamente nel Paese. A permetterlo l'accordo siglato tra ieri sera e questa mattina tra i sindacati dei medici di famiglia e la parte pubblica (rappresentata dalla Sisac). Su quattro sigle sindacali coinvolti nella trattativa, il testo è stato firmato da due (Fimmg e Intesa sindacale) che valgono, però, il 70% in termini di rappresentatività. Dunque, l'accordo è valido per tutti e l'adesione alle prestazioni richieste è obbligatoria, seppure i medici possono delegare l'esecuzione del test ad un'altra struttura o un altro collega che appartiene alla stessa forma associativa. L'intesa voluta per far fronte alla "grave situazione emergenziale che il Paese sta affrontando e lo scenario epidemico che si prospetta per il periodo autunno-invernale", vuole "assicurare che la risposta dell’assistenza territoriale sia realizzata in tutte le sue potenzialità per contribuire a mantenere sotto controllo la trasmissione del virus". Con un investimento che, a conti fatti, arriva a 265 milioni di euro: 235 milioni già stanziati, anche se per il momento non ancora utilizzati, nell'ultima legge di Bilancio per le apparecchiature diagnostiche e 30 milioni che, come si indica anche nell'accordo, dovranno essere stanziati in un prossimo provvedimento che sarà, con tutta probabilità, il decreto 'Ristori'. Al via libera definitivo dell'accordo mancano alcuni passaggi, che però si prevedono agevoli. Il testo dovrà infatti ripassare al vaglio del Comitato di settore delle Regioni, della Corte dei conti e, infine, in Stato-Regioni per l'ok definitivo.
Coronavirus: tamponi rapidi da medici di famiglia, l'accordo vale per tutti - Giornale Radio