Giornale Radio - Gli 80 anni di Faye Dunaway, icona anni '70
Domenica, 24 Gennaio 2021
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Giornale Radio  - Gli 80 anni di Faye Dunaway, icona anni '70
Giornale Radio  - Gli 80 anni di Faye Dunaway, icona anni '70

Gli 80 anni di Faye Dunaway, icona anni '70

(ANSA) - NEW YORK, 13 GEN - Faye Dunaway compie 80 anni. Icona degli anni '70, nel corso della sua carriera l'attrice ha vinto un Premio Oscar, tre Golden Globe, un Bafta e un Emmy, mentre nel 2011 il governo francese le ha conferito l'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine delle Arti e delle Lettere. Nata il 14 gennaio 1971 a Bascom, una cittadina della Florida, e figlia di un militare dell'esercito degli Stati Uniti, Dunaway ha debuttato a teatro negli anni '60, quando neanche ventenne ottenne una piccola parte a Broadway nello show 'E venne la notte'. Il salto nel 1966 quando Elliot Silberstein la volle per 'Cominciò per gioco' con Anthony Quinn. La Dunaway fu poi scelta da Arthur Penn per 'Gangster Story' (1967), ispirato alla storia di Bonnie e Clyde: nel ruolo di Bonnie fu nominata all'Oscar come migliore attrice protagonista. Dopo aver lavorato al fianco di Jane Fonda in 'E venne la notte' di Otto Preminger e di Steve McQueen ne 'Il caso Thomas Crown' di Norman Jewison, alla fine degli anni '60 l'attrice sbarcò in Italia dove ebbe il ruolo di Julia nel film Amanti (1968) diretto da Vittorio De Sica. L'apice della sua carriera sarebbe arrivato negli anni '70 con film come 'Chinatown' di Roman Polanski (1974), nel ruolo di Evelyn Cross Mulwray che le valse la seconda nomination all'Oscar, e L'inferno di cristallo (1974), diretto da John Guillermin. L'Oscar come miglior attrice arrivò con l'interpretazione di Diana Christensen in 'Quinto Potere' di Sidney Lumet, ruolo che le valse anche il Golden Globe. Nel 2017 la Dunaway, alla quale Hollywood ha anche dedicato una stella lungo il celebre Walk of Fame, è stata protagonista di una delle gaffe più clamorose della storia della cerimonia degli Oscar, quando in coppia con Warren Beatty dichiarò erroneamente La La Land come miglior film invece del legittimo vincitore Moonlight. In realtà l'errore non fu dei presentatori, bensì di chi aveva il compito di consegnare le buste con i nomi dei vincitori. (ANSA).

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