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L’economia mondiale è “come una nave in acque tempestose”

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio

L'economista bulgara Kristalina Georgieva, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, ha definito l’economia mondiale “come una nave in acque tempestose”, aggiungendo che “i rischi di recessione stanno aumentando”.

Di conseguenza, il Fondo monetario è sul punto di tagliare ancora le sue stime di crescita globale relativamente al 2023 che, circa tre mesi, fa aveva indicato nella misura del 2,9%. Infatti - ha spiegato la responsabile dell’Organismo di Washington durante la presentazione all’Assemblea annuale dell’ultimo Rapporto che verrà pubblicato a giorni - un numero di Paesi che rappresentano circa un terzo dell'economia mondiale andranno incontro ad almeno due trimestri consecutivi di contrazione quest'anno oppure il prossimo. Ed anche se la crescita dovesse essere, comunque, lievemente positiva, la sensazione resterà, tuttavia, quella di una recessione a causa del calo dei redditi reali e dell'aumento dei prezzi. I dati ufficiali li conosceremo soltanto nella settimana che sta per iniziare, ma, fin da subito, il Fondo Monetario Internazionale rende noto che la “minor crescita attesa, da oggi al 2026, vale quattromila miliardi di dollari, una cifra cioè pari all'economia della Germania”. Tutte le maggiori economie mondiali stanno, infatti, rallentando, con l'Eurozona che è penalizzata gravemente dalla riduzione delle forniture di gas dalla Russia, con la Cina che soffre per la pandemia e per la profonda flessione del mercato immobiliare e con gli Stati Uniti che stanno rallentando il loro ritmo di crescita a causa di un’inflazione che riduce il reddito disponibile e la domanda dei consumatori, obbligando ad un rialzo dei tassi d'interesse che pesa sugli investimenti. E tutto questo si ripercuote anche sulle economie emergenti e in via di sviluppo, soprattutto in termini di riduzione delle esportazioni.

Il problema fondamentale che, al momento, si pone dinanzi a governi ed istituzioni internazionali è, dunque, quello di contrastare la spirale inflattiva. Pertanto, secondo Georgieva, occorre agire immediatamente con decisione, anche a costo di far rallentare l’economia: compito che, evidentemente, non è semplice poiché il “non restringere abbastanza” comporta il rischio di “ fare mettere radici all'inflazione, costringendo a rialzi dei tassi più ampi e più rapidi in futuro”, mentre, d’altra parte, l’adottare una politica monetaria troppo restrittiva “potrebbe far precipitare molte economie in una prolungata recessione”.

Pertanto, il Fondo Monetario Internazionale, suggerisce a tutti i governi di optare per politiche di bilancio responsabili: tali, in sostanza, da essere in grado di “proteggere i vulnerabili senza aggiungere carburante all'inflazione”. Per queste ragioni, eventuali aiuti devono, quindi, risultare “temporanei” e “mirati”, con una particolare attenzione a favore dei cittadini a reddito più basso. Vanno, invece, “evitati sostegni indiscriminati” che potrebbero accelerare la domanda rendendo più difficile combattere l'inflazione. In pratica, l’ammonimento che arriva dal Fondo è quello di evitare di creare situazioni contrastanti, nelle quali da un lato si attivano politiche di bilancio che spingono sull'acceleratore, mentre, dall’altro, la politica monetaria è poi costretta ad intervenire bruscamente sul freno. La sfida – sempre secondo Georgieva - è complicata, come lo è “navigare in questo periodo di fragilità storica”. Tuttavia, la direttrice del Fondo Monetario concede un po’ di spazio anche all’ottimismo, ricordando l’esperienza vissuta durante l’emergenza sanitaria, quando, “lavorando tutti insieme”, il peggio della crisi causata dalla pandemia venne superato.

08 Ottobre 2022


Le notizie di "Business Planet", la rubrica di Giornale Radio. In Redazione Ferruccio Bovio, in Studio Roberto Frangipane.

 

 

 

 

 

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