Giornale Radio - Brexit: ma conviene sul serio?
Pagina Facebook di Giornale Radio   Pagina Twitter di Giornale Radio   Pagina Instagram di Giornale Radio   Canale Youtube di Giornale Radio 24   Canale Twitch di Giornale Radio

Ascolta i Podcast di Giornale Radio

Ascolta Giornale Radio All News

Giornale Radio  - Brexit: ma conviene sul serio?

Brexit: ma conviene sul serio?

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

E così, la Gran Bretagna ha dato il definitivo addio all'Unione Europea. Il Premier Boris Johnson, nel suo messaggio di fine anno, ha entusiasticamente parlato di un "momento fantastico", grazie al quale il suo Paese si sarebbe, finalmente, riappropriato del tutto della sua potenzialità autodecisionale. Se l’opinione di BoJo sia fondata, sarà il tempo a stabilirlo: per ora, tra i commentatori, sembra prevalere l’incertezza.

Le tensioni con la Commissione Europea, nelle fasi conclusive della trattativa, si sono concentrate su temi che hanno sicuramente una loro importanza (come il commercio e la pesca), ma che non coinvolgono, per il momento, quella che è veramente la madre di tutte le questioni: stiamo cioè parlando del settore dei servizi finanziari, che costituisce la fetta più rilevante del Pil e che ha nell'Unione Europea uno dei suoi principali mercati, con un giro d'affari da 33,2 miliardi di euro l'anno. È stata proprio una scelta di Johnson quella di escludere dalle discussioni il comparto dei servizi, vale a dire più del 70% dell'economia britannica, in modo da potersi garantire la chiusura di un accordo con l’UE in tempi rapidi, posticipando, invece, la definizione della materia finanziaria ai prossimi mesi.

Ecco, quindi, da dove nascono le perplessità e lo scetticismo sull’effettiva convenienza dei risultati portati a casa da Downing Street, con il secondo centro finanziario del mondo che, d’ora innanzi, dovrà cercare, volta a volta, intese con ben 27 ordinamenti diversi tra di loro. Con la Brexit, infatti, le banche e le assicurazioni inglesi e internazionali con sede a Londra perdono il cosiddetto “passaporto finanziario”, vale a dire la possibilità di prestare servizi negli altri Paesi europei grazie all’autorizzazione ottenuta nel Regno Unito. La cosa potrà indurre molti istituti finanziari – anche asiatici, americani e mediorientali – a trasferire la loro sede dall’ Inghilterra ad altre piazze finanziarie appartenenti alla Ue (magari Milano…), per continuare, appunto, a usufruire del suddetto passaporto.
Senza una sede legale nella Ue, la possibilità di fornire servizi negli altri Stati europei resta, dunque, condizionata da una serie di autorizzazioni da parte delle autorità dei singoli Paesi.

Il Regno Unito, pur di recuperare la piena sovranità nazionale, rispolvera, quindi, quelle frontiere e quelle formalità doganali che comportano sia i più svariati controlli sui prodotti che esporta nell’Unione, sia l’aumento dei costi degli scambi. E soprattutto sceglie di abbandonare un mercato di 450 milioni di consumatori. Forse, in un’economia ancora basata su prodotti agricoli o meccanici, si sarebbe potuto scrivere di una politica commerciale abbastanza sensata, ma ci pare sia, invece, di dubbia efficacia adottarla in un sistema – come quello britannico – che si alimenta ormai prevalentemente di finanza, servizi professionali e turismo.

Viene da pensare che sia la Gran Bretagna ad avere più da perdere dalla separazione, in uno strano tipo di un accordo commerciale che, invece di rimuovere delle barriere, ne edifica di nuove, penalizzando imprese e consumatori.

Eppure, come si è detto, i servizi finanziari costituiscono la parte più rilevante del Pil inglese, dando lavoro al 75% degli occupati e avendo nella Ue il primo mercato estero con un fatturato pari al 25% del totale… Pertanto, è abbastanza dubbio che si possa oggi parlare della chiusura definitiva del negoziato sulla Brexit, quanto piuttosto dell’inizio di una serie di controversie che animeranno il dibattito politico europeo dei prossimi anni.

(Foto di EU2017EE Estonian Presidency, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons) 

Leggi “Il Punto della Settimana" di Ferruccio Bovio ogni domenica mattina in esclusiva sul sito e sui profili social di Giornale Radio.

Condividi la notizia di Giornale Radio sul tuo profilo FacebookCondividi la notizia di Giornale Radio sul tuo profilo TwitterCondividi la notizia di Giornale Radio sul tuo profilo LinkedinCondividi la notizia di Giornale Radio con WhatsappCondividi la notizia di Giornale Radio con Telegram

  ULTIME NOTIZIE
Giornale Radio  - Brexit: ma conviene sul serio?
Maggio 07, 2021

Borsa: a Tokyo apertura in lieve ribasso (-0,20%)

Categoria: Approfondimenti Autore: Redazione
(ANSA) - TOKYO, 07 MAG - La Borsa di Tokyo inizia l'ultima seduta della settimana all'insegna della cautela, malgrado il consolidamento degli indici azionari Usa, a fronte dell'imminente annuncio di un prolungamento dello stato di emergenza in Giappone, e gli…

GIORNALE RADIO ALL NEWS

Giornale Radio Notizie del giorno:

notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.

SEGUICI SU
Pagina Facebook di Giornale Radio   Pagina Twitter di Giornale Radio   Pagina Instagram di Giornale Radio   Canale Youtube di Giornale Radio 24   Canale Twitch di Giornale Radio

ASCOLTACI SU

Testata Giornalistica “Italia Network News” Tribunale di Milano – Reg. n° 141 | Giornale Radio - Iscrizione al R.O.C. Registro Operatori della Comunicazione – Reg. n° 33590

Copyright ©2020 Luckymedia Srl - Società editoriale - P.IVA 02512190998

Privacy & Policy | Credits

Please publish modules in offcanvas position.