Giornale Radio - SPECTRE
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SPECTRE

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Non vogliamo certo prendercela con la buonanima di Sean Connery, recentemente passato a miglior vita, ma ci viene da pensare che la misteriosa SPECTRE, al centro di tutte le avventure di 007 con le sue occulte macchinazioni, possa aver posto, in qualche modo, le basi di quell’ondata di “creduloneria” che sta paurosamente dilagando in tutto il mondo. La vita politica, economica e culturale sarebbe solamente un ingannevole “Velo di Maya” o, se preferite, un colossale imbroglio dietro cui si celerebbero le oscure e diaboliche trame di chissà quali poteri malvagi.
Il Covid non esiste (almeno fino a che non ci faccia finire, di persona, in terapia intensiva…), ma è soltanto un subdolo mezzo utilizzato dall’industria farmaceutica per venderci il vaccino che, tra l’altro, secondo i meglio informati, contiene anche una sostanza segreta che ci porterà alla perdita completa della nostra autocoscienza, rendendoci così del tutto plagiabili. E questo è soltanto uno dei numerosi esempi che si potrebbero fare...
Su un terreno così fertile per ogni tipo di falsa comunicazione, un abile manipolatore come Donald Trump ha saputo costruire una forma di consenso fideistico sulla sua persona che gli Stati Uniti, prima di lui, non avevano mai conosciuto. Intendiamoci, 72 milioni di voti non si mettono insieme basandosi sul nulla: non a caso il Presidente uscente, soprattutto nel 2016, ha avuto la felice intuizione politica di puntare su quell’America profonda e per molti anni rimasta inascoltata nelle sue rivendicazioni economiche da parte di leadership washingtoniane sempre molto più attente agli umori di Wall Street che a quelli del Midwest agricolo... Un’America frustrata, impoverita e stanca di essere ricordata, più che altro, quando c’è da fare uno sbarco in Normandia o un rastrellamento tra le paludi del Vietnam. È, quindi, un’America depressa o esasperata alla ricerca di un’ancora di salvezza (qualunque forma politica potesse essa assumere) quella alla quale Donald Trump si è rivolto facendo leva su valori caduti un po’ in disuso, ma ancora fortemente radicati in molti strati della popolazione, come patria, religione, individualismo, protezionismo, isolazionismo e – in certi casi –, purtroppo, anche razzismo.
L’aver alimentato su questa base di elettori – e in un Paese in cui la circolazione di armi tra privati è praticamente senza limiti – il mito della “vittoria rubata” ad opera di forze ostili non ben definite, ma comunque perverse e antiamericane, è stato un po’ come gettare irresponsabilmente benzina su un’area infiammabile. In questo Trump è stato probabilmente un apprendista stregone, al cui controllo sono sfuggiti gli ingredienti da usare per le sue pozioni magiche... e il suo ultimo invito alla calma ci appare decisamente tardivo, poiché, nel frattempo, non sono solamente nati numerosi movimenti come il delirante QAnon, che vede complotti ebraico-massonico-finanziari ad ogni angolo della strada, ma è arrivato persino il momento in cui il sangue per la prima – e si spera ultima – volta nella storia, ha bagnato il pavimento di Capitol Hill, proprio il tempio della democrazia americana.

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(Fonte della foto: Bostonglobe.com)

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