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Una novità last minute

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio

C’è una novità che si impone all’attenzione di questo nostro appuntamento ferragostano ed è quella che riguarda la nascita del Terzo Polo.

Il progetto di Renzi e Calenda può essere utile per superare, finalmente, quel bipolarismo inconcludente che, a partire dal 1994, ha di fatto impedito al Paese di affrontare seriamente i grandi temi dello sviluppo economico ed infrastrutturale, della transizione energetica e del rinnovamento istituzionale.

Avrete forse notato come, in questa campagna elettorale, si stia parlando troppo poco di Pnrr e della imperdibile opportunità che tale strumento offre all’Italia per rigenerarsi quasi dalle sue fondamenta: prevale, invece, come sempre da trent’anni a questa parte, la tendenza ad assemblare, per ragioni di pura convenienza elettorale, tutto ed il contrario di tutto... posizioni assolutamente distanti (se non addirittura incompatibili) che mai e poi mai potrebbero dare vita ad un eventuale programma di Governo che non sconfinasse, rapidamente, nella farsa. Per questo motivo, sia pure con un certo rammarico, abbiamo apprezzato la scelta di Carlo Calenda che ha cancellato sul nascere quel patto elettorale (e speravamo anche programmatico) che Azione aveva appena siglato con un PD che, ancora una volta, ha poi purtroppo finito per confermare le sue ancestrali difficoltà ad intraprendere dei percorsi chiari e coerenti. Come si fa, infatti, ad intestarsi il programma dell’Agenda Draghi e contemporaneamente stabilire un’alleanza – sia pure confusa e contraddittoria - con chi a Draghi ha sempre sistematicamente negato la sua fiducia sia sulle questioni interne, che su quelle e internazionali?

Quale identità vuole assumere il Partito Democratico? Intende realmente essere il catalizzatore del riformismo italiano ed il punto di riferimento di chi pensa ad un Paese più efficiente e moderno, oppure preferisce perpetuare la logica del “nessun nemico a sinistra”, andando ad inseguire cespugli post marxisti i cui tratti distintivi continuano, comunque, ad essere un giustizialismo colpevolista a prescindere, un ambientalismo estremista ed un terzomondismo pacifista a senso unico?

Ben vengano, quindi, la coerenza e la trasparenza dei contenuti che Azione ed Italia Viva dichiarano di voler perseguire nel solco dell’Agenda Draghi. Il Terzo Polo al quale hanno dato vita può, quindi, veramente rappresentare una nuova offerta credibile ed accettabile da parte di quella fascia di elettorato che mal si era ambientata nei due schieramenti politici che hanno occupato la scena politica in quasi tre decenni di Seconda Repubblica.

Quella di sottrarre voti sia al balbettante Pd, che alle improponibili destre è, pertanto, la prova del fuoco alla quale sono adesso chiamati Renzi e Calenda: e ci aspettiamo sappiano superarla spiegando, senza mezzi termini, agli Italiani la loro pesante realtà che non è solamente condizionata – come tutti sanno - dall’emergenza inflazione, ma che presto richiederà anche una complessa rinegoziazione del patto di stabilità. Cosa, questa, che potrà forse andare a buon fine soltanto se qualcuno, in possesso delle giuste competenze, dimostrerà all’Unione Europea che anche l’Italia è in grado di tenere i conti in ordine per non perdere i fondi del Pnrr.

Sono, evidentemente, questioni assai impegnative e poiché ben difficilmente rivedremo Mario Draghi a Palazzo Chigi, non resta che augurarci che ad affrontarle sia una politica molto professionale e capace di gestirle dignitosamente. Una politica che il Terzo Polo si propone di rappresentare, anche se l’iniziativa è partita in ritardo e non sarà facile per nessuno, battere i professionisti della televendita elettorale.

Credits: Agenzia Fotogramma

14 Agosto 2022

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