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Chi vende i microchip americani a Putin?

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

L'Apertura di Ferruccio Bovio

Fonti dell’esercito ucraino hanno rivelato che le armi russe cadute in loro possesso sono risultate piene di microchip statunitensi. Infatti, smontando gli equipaggiamenti militari russi da essi catturati, gli Ucraini hanno riscontrato una notevolissima presenza di microchip stranieri ed in particolar modo americani. Il fatto ha subito dato luogo a due interrogativi fondamentali: il primo riguarda la probabile incapacità di Mosca nel produrre componenti tecnologicamente evoluti da utilizzare per il proprio apparato bellico. Il secondo porta, invece, a domandarci in che misura gli USA siano realmente in grado di mantenere al sicuro il proprio primato nella tecnologia militare. Che origine hanno, infatti, questi microchip trovati nelle armi di Putin? È vero che tali componenti possono anche non essere stati acquistati direttamente dai produttori, i quali, in modo compatto, si sono, infatti, ovviamente affrettati a negare di aver avuto qualsiasi contatto con interlocutori russi, soprattutto da quando sono state istituite le sanzioni economiche a carico di Mosca. Tuttavia, nessuno a Washington può ignorare il fatto che esiste, comunque, un mercato enorme (e in gran parte non regolamentato) per i chip riciclati, gestito prevalentemente dalla Cina.

Per parte loro, i funzionari dell' intelligence ucraina che hanno fornito l'elenco dei componenti rinvenuti, non sono stati in grado di dire, con esattezza, da dove provenissero i chip: però, gli esperti della NATO che li hanno, a loro volta, esaminati hanno, egualmente, potuto sottolineare quella che hanno definito la “totale dipendenza russa dalla tecnologia occidentale” nelle applicazioni di “set di chip integrati in parti chiave dei sistemi d'arma russi”, come la mira, la navigazione e le comunicazioni. Mentre, per quanto concerne, invece, il versante statunitense, gli stessi analisti hanno avanzato l’ipotesi di inadeguatezza (se non, addirittura, di inesistenza) di controlli sul traffico internazionale di armi.

Pertanto, considerata da un lato la chiara dipendenza della Russia da svariati componenti tecnologici esteri, ma tenuto anche conto, dall’altro, delle sue strette relazioni politiche con la Cina - la quale, come si è detto, è forse il principale produttore e riciclatore mondiali di queste parti – viene da pensare che, almeno per quanto attiene a questo settore, le conseguenze delle sanzioni siano destinate ad incidere sui Russi in maniera decisamente trascurabile.

30 maggio 2022

Leggi “L'Apertura di Giornale Radio" a cura di Ferruccio Bovio dal lundeì al sabato, sul sito di Giornale Radio.

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