Giornale Radio - Greenpeace: Mediterraneo sempre più caldo
Giovedì, 28 Gennaio 2021
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Greenpeace: Mediterraneo sempre più caldo

Il rapporto definisce l’area mediterranea come un “hot spot” climatico, soprattutto per la permanenza di anticicloni africani che permettono un più intenso soleggiamento e un maggior riscaldamento delle temperature superficiali del mare. Sono molti gli studi che mostrano un aumento graduale delle temperature anche nei mari italiani: si parla di circa due gradi centigradi in superficie negli ultimi 50 anni, secondo quanto rilevato dai satelliti.
L’aumento delle temperature marine, oltre a provocare gravi impatti sulla biodiversità, contribuisce anche a innalzare il livello del mare, con conseguenze anche su quanto accade in atmosfera, dove avvengono i fenomeni meteorologici. Il mare trasferisce, infatti, sempre più calore all’atmosfera e quest’ultima non può far altro che scaricare violentemente questo surplus di energia sul territorio con piogge molto intense e venti forti. Ecco, quindi, il motivo per cui i fenomeni meteorologici possono diventare più violenti.
Anche nel Mediterraneo ci sono i cosiddetti “Medicanes” (cioè i cicloni tropicali mediterranei): sono per fortuna più piccoli e meno distruttivi degli uragani atlantici, in parte perché l’acqua del Mediterraneo è meno calda di quella atlantica equatoriale e tropicale, in parte perché hanno meno spazio libero per svilupparsi rispetto all’Oceano.
Greenpeace sottolinea, inoltre, che la temperatura sulla terra e sul mare è destinata ad aumentare ancora, a seconda delle emissioni di gas climalteranti che ci troveremo ad affrontare. Ciò significa che anche gli impatti rischiano di aggravarsi, con fenomeni meteo più frequenti e sicuramente più violenti, in particolare nel nostro Paese, in cui, tra l’altro, i territori sono già estremamente fragili e vulnerabili, sia in campagna che nelle città. (A cura di Ferruccio Bovio. Foto di Adrian Maur)

Le notizie di "Sostenibilità", il programma di Giornale Radio condotto da Roberto Frangipane, sono in onda anche sulla radio tematica "Economia e sostenibilità".

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