Giornale Radio - Lavoro e vaccini
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Lavoro e vaccini

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

L’argomento sul quale siete chiamati a pronunciarvi oggi trae lo spunto da un dibattito che è in corso in questi giorni, sia a livello giuridico che sanitario nel nostro Paese. Stiamo parlando del presunto diritto dei datori di lavoro di licenziare i propri dipendenti che rifiutino di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid. Il tema è molto delicato perché coinvolge sia le esigenze della scienza, che la certezza del diritto e al momento va precisato che non esiste, oggi, in Italia alcuna norma che preveda l’obbligo di vaccinazione per i lavoratori dipendenti. Neanche per quelli che operano nel settore della sanità. La cosa è estremamente rilevante poiché, in base all’articolo 32 della Costituzione, nessun cittadino può essere sottoposto a un trattamento in mancanza di una norma di legge.

D’altra parte, bisogna anche ammettere che sarebbe una bella pretesa quella di chi, rifiutando il vaccino, rivendicasse, comunque, il diritto di recarsi al lavoro, ignorando il rischio di poter contagiare i suoi colleghi. Ma allora, come deve comportarsi un datore di lavoro? Forse, nel caso in cui sia possibile, potrebbe ricorrere allo smartworking per il dipendente recalcitrante, oppure al suo collocamento in aspettativa non retribuita in attesa di tempi migliori, ma non c’è dubbio sul fatto che in entrambe le ipotesi emergerebbe, in tutta la sua chiarezza, un’ingiustificabile assenza di indirizzi da parte dello Stato.

Pertanto, la domanda che stiamo per porvi questa mattina è diretta a conoscere il vostro punto di vista su una questione che investe i diritti e i doveri di tutti i lavoratori italiani. È giusto lasciare esclusivamente all’autonomia del singolo individuo la facoltà di rifiutare un qualunque percorso terapeutico, anche quando da tale rifiuto possa derivare un danno in termini di salute per altri membri della comunità? Perché alcune vaccinazioni dell’infanzia, fino a pochi anni fa, venivano effettuate obbligatoriamente addirittura nelle scuole e invece per l’anti-Covid sorgono adesso così numerosi i dineghi e le difficoltà? E così, il quesito di questo lunedì 11 gennaio è il seguente:

Deve intervenire lo Stato per disciplinare diritti e doveri in tema di vaccinazioni?

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