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Cibo “low cost”: un problema per il nuovo governo

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

Purtroppo, la crisi energetica sta avendo un impatto negativo anche per quanto concerne i prezzi delle cose che normalmente portiamo in tavola: al punto da indurre molte persone a rinunciare ad alimenti sani e fondamentali sul piano della nutrizione, per ripiegare, invece, su prodotti di minor costo, ma di qualità meno garantita. Ad esempio, sono impressionanti gli aumenti subiti – soprattutto a partire da quest’estate – da frutta e verdura. E’ chiaro, infatti, che il consumatore - che magari dispone anche di un reddito medio - di fronte a pomodori che, in pieno agosto, costano più del doppio dell’anno scorso, decida di ridurne sensibilmente gli acquisti. Si aprono, quindi, delle autentiche autostrade per il cosiddetto cibo low cost, di scarsa qualità e poco nutriente e la cosa, a lungo andare, finirà, inevitabilmente, per avere delle ripercussioni anche sullo stato di salute generale della gente. Infatti, per prevenire l’insorgenza di molte malattie, è necessario anche avvalersi di una giusta alimentazione che non faccia a meno dei cibi che sono essenziali al nostro benessere.

Basti pensare che, due anni fa, la FAO ha pubblicato un rapporto dal quale era emerso che, se la popolazione mondiale adottasse una dieta meno ricca in grassi e zuccheri, in 10 anni la spesa internazionale nella sanità crollerebbe addirittura del 95%. Pertanto, un sistema alimentare equilibrato e globale dovrebbe garantire sempre la disponibilità di prodotti alimentari come frutta e verdura, rendendoli alla portata di qualsiasi portafoglio. Se poi consideriamo che al caro frutta e verdura, dobbiamo aggiungere anche quello di carni, pesci ed altro ancora, ci si presenta davanti uno scenario decisamente allarmante per quanto riguarda il futuro della salute sociale. Inizialmente, a farne le prime spese saranno i soggetti più fragili, ma poi, gradualmente, gli effetti negativi si produrranno su tutti coloro che, riducendo o privandosi dei giusti alimenti, cadranno nella malnutrizione. Un termine, quest’ultimo, che di solito compariva quando si trattava di terzo mondo, ma che oramai possiamo cominciare ad accostare anche alle nostre società occidentali. E’ evidente, a questo punto, come le politiche volte a calmierare il prezzo degli alimenti sani assumano oggi un’importanza essenziale e non siano più trascurabili. Occorrerà, quindi, incoraggiare e sostenere finanziariamente la diversificazione delle coltivazioni, ridurre il peso fiscale sui cibi necessari e migliorare l’efficienza delle modalità di irrigazione e delle tecnologie per ridurre gli sprechi. Solo così sarà possibile assicurare la qualità e la commercializzazione degli alimenti, ottenendo, tra l’altro, il doppio risultato di tutelare, contestualmente, sia la nostra salute, che i conti dello Stato.

05 Ottobre 2022

Risultati del sondaggio sui nostri social:

Alla domanda "L’impressionante caro generalizzato di tutti i prodotti alimentari, sta creando le condizioni per una crescente introduzione, sulle nostre tavole, del cosiddetto “cibo low cost”, quello cioè composto da ingredienti di minore qualità e di scarso apporto sul piano della nutrizione. Vi è già capitato, in questi ultimi tempi, di rinunciare all’acquisto di prodotti nazionali e di livello garantito, per ripiegare su altri, magari di incerta provenienza, esclusivamente per ragioni di prezzo?" 

Secondo voi, nel mondo di oggi, le parole del Pontefice e gli sforzi della diplomazia vaticana, hanno ancora quella rilevanza morale e politica che, in passato, li aveva spesso resi fondamentali?”

Il 14% di voi ha risposto SI, mentre il 86% ha risposto NO. Grazie per aver partecipato al sondaggio di Giornale Radio, continua a votare con noi! Giornale Radio conta su di te.

Se avete considerazioni da fare su questi temi, potete scriverci al nostro indirizzo mail fb@nextcomitaly.com oppure su Facebook o Instagram
Saremo lieti di rispondervi  

 

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