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Derby d’Italia, derby di crisi

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

La prima sosta del campionato di Serie A quest’anno arriva dopo che si sono disputate già 7 partite e la vetta della classifica è, inaspettatamente, occupata da due squadre che, ai nastri di partenza, non venivano certo annoverate tra le favoritissime per la vittoria finale. Napoli ed Atalanta guidano, infatti, il gruppo, seguiti dalla sorprendente Udinese, passata dal rischio retrocessione dell’anno scorso alle ambizioni – almeno di zona UEFA – di questi giorni. Non sembra, ma un quinto del torneo (che tra l’altro sarà pesantemente condizionato dalla lunga sosta imposta dai Mondiali che stanno per giocarsi in Qatar) ce lo siamo già lasciato alle spalle. La partenza è stata piuttosto lenta, perché anche le squadre di testa hanno avuto i loro momenti di sbandamento, lasciando distrattamente alcuni punti per strada, ma non c’è dubbio sul fatto che – almeno per due clubs – l’inizio sia stato veramente deludente.

Se, infatti, il Milan, campione d’Italia uscente, pur vedendo la coppia in fuga a tre punti di distanza, pare comunque assomigliare ancora abbastanza alla squadra che a maggio ha vinto lo scudetto, ben altro è, invece, il bilancio che si comincia a fare in casa Inter ed in casa Juventus. Qui la crisi è indiscutibile: e non solo per i pochi punti fino ad oggi racimolati, ma anche (e soprattutto) per i segnali di nervosismo che arrivano dall’interno delle due Società, con le panchine di Inzaghi e di Allegri che vengono già messe in discussione dalle tifoserie e con i giocatori che sembrano demotivati o, peggio ancora, sfiduciati nei confronti dei loro allenatori. Di questo passo, la partita più classica della Serie A, quella che cioè, da sempre, viene definita il “Derby d’Italia”, quest’anno rischia di essere giocata al ribasso, quasi fosse un premio di consolazione da assegnare a chi ha tradito tutte le sue aspettative.

Probabilmente, l’aspetto che più accomuna le crisi di entrambe le squadre, risiede nella distanza che si è venuta a creare tra i tecnici ed i giocatori, i quali stentano ormai a dare sul campo il meglio di se stessi, proprio perché non riconoscono più, in chi è al timone della nave, quel carisma e quella credibilità che sono indispensabili per trasmettere idee tattiche e visioni di gioco. Se dunque, Inzaghi e Allegri cominciano ad essere percepiti come uomini superati ed incapaci di adeguarsi ad un calcio che è in continua evoluzione, allora c’è ben poco da farsi delle illusioni circa il futuro del campionato per Inter e Juve. Come è noto, gli allenatori guadagnano moltissimo (cinque milioni all’anno Inzaghi e otto Allegri), ma è anche vero che i loro compiti sono diventati sempre più complessi e delicati. Infatti, gestire i calciatori di oggi – anche senza andare a toccare casi limite come quelli di Messi e di Ronaldo, che sono delle autentiche multinazionali viventi - significa spesso rapportarsi non soltanto con atleti piuttosto viziati, ma anche con dei veri impresari di se stessi che, badando principalmente ai propri interessi, spesso sottovalutano l’importanza rivestita dall’ unità di intenti quando si vogliono raggiungere determinati risultati. Di conseguenza, forse gli allenatori migliori non sono quelli tatticamente più preparati, ma sono invece quelli che sanno vendere meglio la propria merce. Mourino docet.

Credits: Agenzia Fotogramma

21 Settembre 2022

Risultati del sondaggio sui nostri social:

Alla domanda "Il campionato di Serie A, giocate le prime sette partite, segnala un preoccupante ritardo da parte di Juventus e Inter che, sul campo, sono più volte apparse insicure e demotivate. Secondo voi, cambiando magari gli allenatori, hanno ancora qualche possibilità di rientrare nel giro scudetto?”

Il  50% di voi ha risposto SI, mentre il 50% ha risposto NO. Grazie per aver partecipato al sondaggio di Giornale Radio, continua a votare con noi! Giornale Radio conta su di te.

Se avete considerazioni da fare su questi temi, potete scriverci al nostro indirizzo mail fb@nextcomitaly.com oppure su Facebook o Instagram
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