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Esame di maturità

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

La richiesta degli studenti di non reintrodurre la seconda prova scritta dell’esame di maturità si basa sulla considerazione che i due ultimi anni scolastici sono stati eccessivamente condizionati dai provvedimenti governativi, introdotti al fine di contrastare la diffusione della pandemia. Per ora, l’esecutivo Draghi, a partire dalla persona del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, sembra orientato a non prestare troppo ascolto alle lamentose istanze che provengono dall’universo dei maturandi. Pertanto, al momento la seconda prova pare destinata a rimanere al suo posto, anche se, forse, un tantino ridimensionata nella sua valenza.

Si tratta di un argomento delicato ed impopolare, tanto è vero che non si sono registrate prese di posizione chiare e nette da parte dei partiti politici che hanno invece – crediamo sostanzialmente tutti – preferito osservare un pilatesco silenzio.

Gli studenti di quinto superiore hanno, infatti, sperato fino all’ultimo di poter affrontare una “maturità light”, cioè con solo il maxi-orale, come accaduto negli ultimi due anni. Ma il loro appello non ha trovato accoglienza presso il Ministero, che ha, al contrario, optato per una versione più vicina all’esame pre-pandemia: ed è per questa ragione che circa tre maturandi su dieci hanno deciso, negli ultimi giorni, di partecipare alle proteste che sono state organizzate dopo la notizia del ritorno delle due prove scritte.

Indubbiamente, gli anni scolastici che vanno dal 2020 ad oggi sono stati tutt’altro che facili, poiché a docenti ed allievi - per meglio garantire la salute pubblica - sono stati imposti sacrifici tutt’altro che irrilevanti. Però, non ci pare che a coloro che furono studenti e professori durante la Seconda Guerra Mondiale – quando cioè si faceva lezione sotto i bombardamenti e la tecnologia non forniva certamente ancora la possibilità di fare della didattica a distanza – fossero state offerte agevolazioni particolari in sede di esami di Stato. Studiarono ed insegnarono tutti, tra mille difficoltà, senza che a nessuno venisse in mente di addomesticare una prova importante come quella rappresentata dall’esame di maturità.

Se mai, a voler essere coerenti e rigorosi fino in fondo, se è vero che – come sostengono gli studenti – la pandemia ha reso praticamente impossibile svolgere in modo adeguato i programmi e, di conseguenza, ha anche impedito il raggiungimento di una preparazione accettabile, allora una conclusione seria da trarre potrebbe rivelarsi quella di ripeterlo proprio questo anno scolastico considerato perso, anziché cercare di aggirare l’ostacolo facendo finta che le cose vadano bene lo stesso. Naturalmente, ci rendiamo conto del fatto che un’ipotesi di questo tipo è, per svariati motivi, concretamente improponibile, anche perché, nell’immediato, comporterebbe una sorta di tsunami sociale...Però, anche quella di fingere che sia stato portato a termine un percorso formativo, è una scelta che, nel tempo, pagheranno sia le famiglie, che i giovani “maturati”, i quali si troveranno impreparati dinanzi ai primi ostacoli che incontreranno sul mercato del lavoro o nell’accesso alle università.

E poi, in definitiva, le posizioni degli studenti ci appaiono contraddittorie perché se ammettiamo che il lavoro scolastico di docenti e alunni non si sia potuto concludere nelle modalità che caratterizzavano il periodo pre pandemico, allora su quali basi si può pretendere che il giudizio finale - relativamente a quello stesso lavoro -attesti che è stato raggiunto proprio quel risultato ( e cioè la maturità di un candidato ) che, invece, in partenza era già stato apertamente dichiarato irraggiungibile? Stiamo pur sempre parlando di un “esame di Stato” e non ci pare proprio il caso di portare lo Stato a mentire su una sua attestazione ufficiale. E probabilmente, queste cose le pensa anche il Governo che sulla seconda prova scritta ha evitato di snaturare un passaggio che conferisce ancora un minimo di credibilità al nostro sistema scolastico.

E voi, cari lettori, cosa ne pensate? Ritenete che un esame di maturità facilitato perda del tutto la sua stessa ragione di essere e che, pertanto, sia forse meglio abolirlo definitivamente? Oppure pensate che conservi, comunque, una certa validità anche se ormai ridotto a poco più di una formalità?

22 Febbraio 2022

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