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L’asso di picche atomico

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

Noi non siamo certo esperti di cose militari e, oltre tutto, abbiamo smesso di giocare ai soldatini ormai da diversi decenni, però l’avanzata dell’esercito ucraino alla quale è corrisposto un impressionante arretramento di circa 80 chilometri in due giorni da parte dei militari russi, ci induce – magari ingenuamente - a pensare che le armate inviate da Putin a metà febbraio per “denazificare”, nel giro di pochissime settimane, il Paese governato da Zelensky, stiano, invece, subendo adesso un autentico tracollo. Sensazione che viene corroborata anche dalle notizie che ci giungono sulla fuga verso la Russia di masse di civili filo putiniani o addirittura collaborazionisti, spaventati dall’imminente ritorno – per altro legittimo - delle truppe di Kiev nelle zone che i Russi erano temporaneamente riusciti a sottrarre al loro controllo. Si sta, quindi, venendo a delineare una situazione che, all’inizio del conflitto, nessuno si sarebbe mai neanche sognato di ipotizzare: il “secondo esercito del mondo” (rivelatosi però nei fatti ben lontano dall’essere tale), che non riesce nemmeno a prevalere su quello praticamente improvvisato e messo insieme, in fretta e furia, da Zelensky con l’aiuto ( per la verità assai consistente ) dei suoi alleati occidentali.

Possiamo, a questo punto, cominciare a brindare per la fine di una guerra tanto feroce, quanto assurda, oppure dobbiamo iniziare a preoccuparci ulteriormente, dinanzi ad alcuni possibili e ben più estesi scenari bellici che potrebbero nascere da questa incredibile “figuraccia” che Vladimir Putin è costretto ad ingoiare non solo dinanzi al resto del mondo, ma anche ( e soprattutto ) all’interno del suo Paese, dove i malumori cominciano ad affiorare in modo sempre meno controllabile? Oggettivamente, se non disponesse di un formidabile arsenale nucleare, in questo frangente Putin sarebbe un uomo politicamente e moralmente finito. Per oltre vent’anni, il suo potere si è alimentato – raggiungendo anche non comuni livelli di consenso popolare – promettendo di ricondurre la Federazione Russa a quello stato di superpotenza globale cui il Paese aveva dovuto rinunciare con la fine dell’Unione Sovietica. E per lunghi periodi, dalla Siria alla Cecenia fino all’invio di mercenari in Libia, l’ex colonnello del KGB era, indubbiamente, riuscito a dare l’impressione di essere un uomo che, quando si impegna, riesce sempre a raggiungere i suoi obbiettivi: al punto che, come è ben noto a noi Italiani, anche in Europa non ha avuto difficoltà a raggruppare un bel numero di più o meno aperti sostenitori. Però, il dittatore adesso rischia di trovarsi, da un momento all’altro, in una condizione di completa solitudine e, francamente, noi lo immaginiamo ben lontano dall’accettare, con rassegnazione, l’onta di una sconfitta che non è soltanto un episodio sfortunato, ma è invece figlia di un inganno durato per un regno intero...

Quali sono i pensieri che occupano la mente dello Zar in queste ore? Fino alla settimana scorsa, una guerra in fase di stallo non poteva certamente essere venduta come un’ascesa trionfale, tuttavia il Cremlino poteva pur sempre affermare di essere riuscito a conseguire qualche parziale successo al quale ne sarebbero presto seguiti molti altri... Ma ora, se questa narrazione non è più spendibile, il pericolo diventa quello che Putin si senta come quel giocatore di poker che più perde e più rilancia, nel tentativo disperato di recuperare il denaro perduto. Solo che, in questo caso, stiamo parlando di un giocatore che dispone ancora di carte talmente vincenti che, fino ad oggi, nessuno si è mai azzardato a chiedere di poterle vedere sul tavolo verde di quella deterrenza atomica che, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ha sempre regolato i rapporti tra Occidente ed Oriente.

Non a caso, in questi mesi, il saggio Macron ha invitato, più di una volta, la NATO a “non umiliare Putin”.

13 Settembre 2022

Risultati del sondaggio sui nostri social:

Alla domanda "Secondo voi, la sorprendente avanzata dell’esercito ucraino che sta respingendo i Russi fin quasi ai loro confini, crea il rischio che Putin, trovandosi oggettivamente in gravi difficoltà, decida di alzare l’asticella del conflitto, facendo magari ricorso anche ad armi nucleari?”

Il 29% di voi ha risposto SI, mentre il 71% ha risposto NO. Grazie per aver partecipato al sondaggio di Giornale Radio, continua a votare con noi! Giornale Radio conta su di te.

Se avete considerazioni da fare su questi temi, potete scriverci al nostro indirizzo mail fb@nextcomitaly.com oppure su Facebook o Instagram
Saremo lieti di rispondervi 

 

 

 

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