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L’ecologia in tavola

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

Sulla rivista “Plos Climate” è comparso, in questi giorni, uno studio sottoscritto da ricercatori delle due università californiane di Berkley e Standford, secondo il quale la sospensione delle attività di produzione della carne, compresa la chiusura degli allevamenti, potrebbe modificare profondamente (ed in senso positivo) il trend del riscaldamento globale, dando così un significativo contributo alla salvezza del nostro Pianeta. Gli studiosi americani, per valutare l'impatto sul clima associato all'eliminazione della produzione di carne, hanno utilizzato un modello climatico combinato ad una serie di simulazioni per verificare le conseguenze dell'eliminazione delle emissioni legate agli allevamenti. Ebbene, stando ai risultati ottenuti da questo gruppo di ricerca, uno stop alle attività di produzione di carne comporterebbe un beneficio equivalente ad una diminuzione annuale delle emissioni di CO2 globali stimabile intorno al 68 per cento. Naturalmente, la ricerca è stata sponsorizzata da un’azienda (la Impossible Foods) che vende prodotti a base vegetale, pensati proprio per sostituire la carne e che si propone, quindi, di dimostrare come la fine degli allevamenti possa ridurre notevolmente i livelli dei tre principali gas serra: e stiamo parlando di anidride carbonica, metano e protossido di azoto. Pertanto, questo tipo di scelta produttiva dovrebbe rapidamente divenire una priorità sia politica, che economica per gli anni a venire.

Però, se da un lato le conclusioni della ricerca spiegano che un'eliminazione graduale di allevamenti destinati alla produzione di carne sarebbe in grado, nell’arco di 15 anni, di contribuire alla riduzione di oltre il 30 per cento di tutte le emissioni di metano a livello globale, dall’altro è anche vero che i prodotti animali risultano ancora fondamentali per l'alimentazione umana, al punto che forniscono circa il 18 per cento del fabbisogno energetico, con il 40 ed il 45 per cento di proteine e lipidi.

Attualmente, si calcola ci siano al mondo 400 milioni di persone che vivono con diete a base interamente vegetale ed è proprio partendo dalle loro esperienze che l’industria alimentare green trae lo spunto per cercare di convincerci del fatto che l'agricoltura animale possa essere tranquillamente sostituita da soluzioni alternative: anch’esse, comunque, capaci di garantire le medesime proprietà nutritive che sono tipiche della carne.

Intanto, i nuovi bandi dell’Unione Europea concernenti la ripartizione dei fondi per il 2022, sono orientati a privilegiare le richieste avanzate dai settori che investono maggiormente sulle diete verdi e sulla dealcolizzazione delle bevande. Il tutto seguendo criteri che, come lamenta Filiera Italia (vale a dire la fondazione che raccoglie le nostre grandi imprese alimentari e la Grande Distribuzione Organizzata), rischiano di “tagliare i fondi per la promozione di vino e carne, prosciutti e birra, affossando la dieta mediterranea e il Made in Italy”. Di conseguenza, la stessa Filiera Italia, unitamente a Coldiretti, ha lanciato un appello alla Commissione Europea, al ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli ed agli europarlamentari italiani sollecitando un cambio di rotta. La richiesta è – come si legge nel documento inviato a Bruxelles – quella di “rifocalizzare la politica di promozione sulle pratiche agricole e sul consumatore stesso, concentrando sempre di più gli sforzi verso una comunicazione nutrizionale corretta ed equilibrata e respingendo gli atteggiamenti discriminatori verso i prodotti a base di carne e le eccellenze dei settori vitivinicolo e della birra, peraltro inclusi in quella dieta mediterranea che è anche Patrimonio dell’UNESCO”.

E voi, cari lettori, sareste disposti a sacrificare una intera tradizione gastronomica - che si fonda anche sull’utilizzo di alimenti di origine animale - sull’altare della riduzione della CO2?

03 Febbraio 2022

Se avete considerazioni da fare su questi temi, potete scriverci al nostro indirizzo mail fb@nextcomitaly.com oppure su Facebook o Instagram
Saremo lieti di rispondervi

 

 

 

 

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