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Mission impossible per l’Agente Mario Draghi?

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

Mentre la tensione tra Russia e Ucraina si fa sempre più esplosiva e cresce la convinzione in merito al fatto che un'azione militare russa possa avere inizio da un momento all’altro, non si rinuncia, comunque, a scommettere ancora sulla speranza di poter risolvere la gravissima crisi attraverso la via diplomatica, il cui risultato ottimale sarebbe quello di portare i due presidenti, Putin e Zelensky, a parlarsi direttamente, accomodandosi ad un tavolo negoziale. Ed a questo proposito, sembra che una delle ultime chanche di evitare il peggio sia affidata, a livello internazionale, proprio alla missione che il nostro premier Mario Draghi dovrebbe compiere a Mosca nei prossimi giorni, probabilmente entro la fine di questa settimana. L'obiettivo – come ha spiegato lo stesso Draghi - è quello di “mantenere il dialogo il più aperto possibile”, affinché “tutti i canali di comunicazione siano utilizzati con la massima determinazione”.

L’Italia – ha confermato il capo del nostro governo, dopo aver avuto un colloquio con Joe Biden – è impegnata a tutelare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, anche a costo di imporre “severi costi economici se la Russia invade”. Su questo aspetto delle sanzioni bisognerà però verificare, alla prova dei fatti, se le posizioni, nell’ambito della NATO, risulteranno veramente omogenee e compatte, perché mentre gli USA non escludono di ricorrere anche a sanzioni economiche preventive, il nostro Paese ed altri Stati membri dell’Unione Europea non nascondono le loro perplessità, temendo la rappresaglia di Putin, che potrebbe tagliare le forniture del gas naturale. Cosa che costituirebbe un enorme problema soprattutto per l’Italia che, in Europa, è il maggior importatore di gas russo.

Naturalmente il leader del Cremlino è ben consapevole di questa nostra debolezza strutturale e, non a caso, nel corso di una telefonata avuta con lo stesso Draghi, ha accennato alla possibilità di continuare a garantire le forniture di gas all’Italia ed eventualmente aumentarle nel caso fosse necessario. Pertanto, da parte di Mosca, finché le cose restano così nessun problema: se però, l’Europa dovesse azzardarsi a varare sanzioni preventive contro la Russia - come chiedono gli Stati Uniti - allora dovrà pagarne pesantemente le conseguenze. E Draghi, in evidente difficoltà su questi temi, non ha potuto fare a meno di riconoscere che “le sanzioni che impattano su un mercato energetico incidono maggiormente sul Paese che importa più gas: pertanto l’Italia che ha solo il gas ( e non il nucleare o il carbone ), è la più esposta”. Il nostro governo sembra, quindi, voler ricordare a tutti i Paesi della NATO, che le sanzioni, di solito, fanno male a chi le subisce, ma danneggiano in diversa misura anche chi le impone. Ed è scontato che Mosca faccia leva su queste argomentazioni per tentare di dividere il fronte occidentale, che per altro, almeno fino ad oggi, si è mostrato insolitamente unito.

A questo punto, l’uomo che cercherà di trovare una soluzione che sappia fermare, sia pure in extremis, i colpi di cannone, si troverà pure nella non facile situazione di dover, da un lato, rappresentare ufficialmente, gli interessi geo politici del mondo occidentale nel suo complesso e dall’altro quelli delle aziende italiane ( ma anche europee) che spingono apertamente affinché vengano usati i guanti di velluto nei confronti del gigante energetico. Le imprese fanno, come è ovvio che sia, i loro interessi ( e non solo in Italia ): il governo russo questo lo sa molto bene e punta, quindi, sul fatto che determinate lobbies industriali finiscano per minare la saldezza di uno schieramento che – almeno formalmente – per adesso pare seguire, senza troppo discutere, le scelte della Casa Bianca.

E voi, cari lettori, che previsioni vi sentite di fare in merito ai risultati che potrà conseguire la missione diplomatica di Mario Draghi a Mosca?

Ritenete che il nostro premier riuscirà a trovare argomenti e parole capaci di favorire il ritorno ad un clima di pace?

21 Febbraio 2022

Se avete considerazioni da fare su questi temi, potete scriverci al nostro indirizzo mail fb@nextcomitaly.com oppure su Facebook o Instagram
Saremo lieti di rispondervi

 

 

 

 

 

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