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Qatar 2022, il grande spettacolo dei diritti negati

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

Secondo Human Rights Watch, sono almeno 6.500 i lavoratori morti mentre erano impegnati nei cantieri adibiti alla costruzione degli impianti sportivi che accoglieranno, a partire da domenica, le partite dei Campionati Mondiali di Calcio di Qatar 2022. Segno evidente di quanta poca importanza sia stata attribuita alla sicurezza ed alla fatica fisica di uomini che hanno ricevuto un trattamento non molto diverso da quello che spettava agli schiavi nei secoli andati.

Dodici ore di lavoro continuo – spesso a temperature insopportabili – senza nemmeno il diritto di potersi ammalare, pena la perdita del posto o, comunque, una forte riduzione del salario. D’altra parte, ribellarsi in un Paese che non riconosce il diritto di associazione sindacale neanche per i suoi cittadini, avrebbe significato, per degli operai poveri nepalesi o indiani, andare a fare inevitabilmente la conoscenza con un sistema carcerario che possiamo immaginare molto distante da quello che contraddistingue una democrazia scandinava. Persino il cibo non era sempre garantito: bastava, infatti, rientrare dal lavoro in ritardo per saltare automaticamente pasto.

È questo il classico sistema della “Kafala”, che consiste in un controllo pressoché totale da parte delle aziende qatariote sull'occupazione e sull'immigrazione dei lavoratori stranieri. Un sistema che prevede le cosiddette “sponsorizzazioni” per raggiungere il Paese, che si ottengono dopo aver pagato ad una società di reclutamento una somma di circa 750 euro. Il tutto per andare a guadagnare (e talvolta a morire) per meno di 300 euro al mese.

E tutti (o quasi) in Europa, in queste ore, stanno piangendo lacrime di coccodrillo sulla sorte di questi sventurati individui che vivono in realtà che noi possiamo a stento immaginare. E tutti (o quasi) deprecano l’ordinamento giuridico di stampo medievale che ancora impone le sue leggi nell’Emirato arabo.

Tuttavia, c’è tra noi qualche tifoso che non sogni di vedere la sua squadra del cuore finire nel portafoglio di qualche sceicco o (fino a ieri) di qualche oligarca russo? A quel punto, di fronte ai milioni di euro che porterebbero a Milano, a Torino o a Roma i vari Messi, Mappe o Neymar, siamo sicuri che cadrebbero, come delle pere cotte, tutti gli scrupoli di carattere politico e morale.

18 Novembre 2022

Risultati del sondaggio sui nostri social:

Alla domanda "Domenica iniziano i Mondiali di calcio in Qatar. Human Rights Watch denuncia che, per realizzare rapidamente tutti gli stadi destinati ad ospitare le partite della più grande manifestazione calcistica del Pianeta, è stata sacrificata la vita di almeno 6.500 lavoratori, quasi tutti di provenienza asiatica. Dinanzi a questi numeri, ritenete che l’Europa delle libertà politiche e dei diritti sindacali avrebbe dovuto rinunciare ad iscrivere le proprie nazionali al prestigioso torneo?”

Il 99% di voi ha risposto SI, mentre il 1% ha risposto NO. Grazie per aver partecipato al sondaggio di Giornale Radio, continua a votare con noi! Giornale Radio conta su di te.

Se avete considerazioni da fare su questi temi, potete scriverci al nostro indirizzo mail fb@nextcomitaly.com oppure su Facebook o Instagram
Saremo lieti di rispondervi  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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