Pagina Facebook di Giornale Radio   Pagina Twitter di Giornale Radio   Pagina Instagram di Giornale Radio   Canale Youtube di Giornale Radio 24

Ascolta i Podcast di Giornale Radio

Ascolta Giornale Radio All News

Una bolla di sapone?

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

Sono andati in onda, in questi giorni, alcuni filmati, girati da operatori russi, che riportano le immagini relative alle esercitazioni compiute dai militari schierati da Mosca al confine tra la Bielorussia e l’Ucraina. Si vedono colonne di mezzi corazzati che marciano con i cannoni spianati, mentre avanzano scortati da elicotteri da combattimento in quella che il ministero della Difesa definisce una manovra di “coordinamento difensivo”, destinata a protrarsi per una settimana ed a coinvolgere complessivamente i circa trentamila soldati del Cremlino presenti sul territorio bielorusso. Soldati che si stanno accampando però, in un modo che lascia, invece, intendere l’intenzione di rimanervi per parecchio tempo, unitamente a molti altri che si pensa possano ancora aggiungersi.

Ma i venti di guerra sembrerebbero spirare anche in aree del nostro Continente ben lontane dai confini sotto pressione dell’Ucraina: basti pensare ai quattro aerei russi intercettati dall’aviazione britannica l’altro ieri in prossimità della Scozia o alla flotta della NATO che sta fronteggiando quella inviata da Putin proprio nelle acque, a noi italiani così familiari, del Mediterraneo.

A queste mosse dell’abile giocatore di scacchi che studia la sua partita da Mosca, gli Stati Uniti stanno rispondendo con un loro movimento di truppe, naturalmente tutte all’interno dei confini della Nato, ma che certamente non avranno ricevuto l’ordine di gettare acqua sul fuoco. La Casa Bianca ha, infatti, inviato 1.700 militari in Polonia e altri 300 in Germania ed ha spostato un’unità corazzata dalla Germania alla Romania. Inoltre, ci sono anche gli 8.500 soldati, messi in pre allarme da Joe Biden nelle caserme americane la settimana scorsa, in vista di un’ eventuale estensione della “forza di risposta” della Nato. Insomma, fanno paura le manovre di Putin che, a Washington, non vengono interpretate come i segnali distensivi di chi sia seriamente intenzionato a trovare una qualche forma di accordo. Al tempo stesso, a Mosca prevale l’irritazione per la mancata presa in considerazione, da parte americana, delle condizioni che la Russia considera essenziali per il raggiungimento di un’intesa: e vale a dire il ritiro delle forze NATO da ogni posizione strategica acquisita, negli ultimi 30 anni, a ridosso dei confini della ex Unione Sovietica e la non inclusione dell’Ucraina nel gruppo delle Nazioni che costituiscono la NATO stessa.

Quanto sta accadendo in queste ore in Europa ci sembra francamente surreale, con i due eserciti più potenti del mondo che si fronteggiano minacciosi, come forse mai era avvenuto neanche ai tempi della Guerra Fredda. A meno di non andare a ripescare la crisi cubana del 1962, sorta in merito al dispiegamento di missili sovietici nell’Isola di Fidel Castro.

Sono, infatti, ormai oltre 75 anni che il Vecchio Continente ha smesso di rappresentare uno dei potenziali scenari dai quali potesse scaturire un nuovo conflitto su scala planetaria...La guerra, almeno per chi è nato nei Paesi dell’Europa Occidentale dopo il 1945, è diventata prevalentemente una questione di competenza degli storici, degli scrittori o dei registi cinematografici: e pertanto, pensiamo siano davvero pochi gli individui che, in Italia o nel resto dell’Unione Europea, si sveglino al mattino con l’incubo di dover subire un bombardamento aereo...I nostri problemi di oggi sono altri, magari anche drammatici, ma, grazie al cielo, molto meno cruenti.

Non c’è, quindi, da stupirsi se, nel nostro Paese, la gente dia l’impressione di non prendere sul serio il rischio di una escalation militare tra Russia e NATO, concentrando la propria attenzione sul Quirinale, sulla variante omicron, sul Festival di San Remo o sulla tenuta del Governo Draghi. Sembra, infatti, davvero impossibile che ci sia qualcuno così pazzo da voler resuscitare gli orribili mostri del passato.

E voi, cari lettori, come pensate che evolverà questa brutta situazione? Varrà alla fine, per tutti i litiganti, il vecchio proverbio “ can che abbaia non morde?”. E comunque, in definitiva, ritenete che quello di Biden e Putin in Ucraina sia, soprattutto, un rischio calcolato?

Credits: Agenzia Fotogramma

04 Febbraio 2022

Se avete considerazioni da fare su questi temi, potete scriverci al nostro indirizzo mail fb@nextcomitaly.com oppure su Facebook o Instagram
Saremo lieti di rispondervi

 

 

 

 

 

 

Condividi la notizia di Giornale Radio sul tuo profilo FacebookCondividi la notizia di Giornale Radio sul tuo profilo TwitterCondividi la notizia di Giornale Radio sul tuo profilo LinkedinCondividi la notizia di Giornale Radio con WhatsappCondividi la notizia di Giornale Radio con Telegram

  ULTIME NOTIZIE

GIORNALE RADIO

Giornale Radio, la radio libera di informare.

Notizie del giorno:

notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.

SEGUICI SU
Pagina Facebook di Giornale Radio   Pagina Twitter di Giornale Radio   Pagina Instagram di Giornale Radio   Canale Youtube di Giornale Radio 24

Please publish modules in offcanvas position.