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Giornale Radio - Gino Bartali | Destinazione Olimpia

Gino Bartali | Destinazione Olimpia



Gino Bartali nasce il 5 maggio del 1914 a Firenze e resta ancor oggi nel cuore di tutti gli appassionati di ciclismo italiani e non solo. Professionista dal 1934 al 1954, per il suo carattere un po’ ipercritico verrà presto soprannominato “Ginettaccio” e di lui si ricorderà per sempre il suo ripetere “ l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”. Autentico mito del ciclismo, Bartali si caratterizza dal 40 al 54 come il più famoso e tenace avversario di Fausto Coppi, alimentando una straordinaria rivalità che ha inizio proprio nel 1940 quando i due gareggiano per la stessa squadra (la Legnano) e quando, a seguito di una caduta di Gino, Fausto trova la strada libera da vincoli di scuderia e si avvia a vincere il suo primo giro d’Italia. Certamente alieno da qualsiasi forma di simpatia per il regime fascista, nel 38 rifiuta di dedicare al duce la sua vittoria al Tour de France, nonostante le numerose lusinghe ed insistenze ricevute. Preferisce, invece, portare i fiori destinati al vincitore della “ Grande Boucle “ in una chiesa : lui, del resto, non si occupa di politica, ma è, invece, un fervente cattolico. E sarà proprio questa sua devozione alla Chiesa a portarlo ad accettare, senza alcuna esitazione, la richiesta che gli rivolgerà il cardinale Elia Dalla Costa di collaborare con un’organizzazione clandestina, che procura documenti falsi per Ebrei ed altri perseguitati dai nazi fascisti. Ha, indiscutibilmente, tutto da perdere, ma accetta lo stesso la proposta del suo vescovo. Fingendo di allenarsi, diventa così un corriere che trasporta fotografie e documenti d’identità contraffatti da una tipografia segreta. Parte, ogni volta, da Firenze ed arriva fino ad Assisi, dove un gruppo di francescani dà asilo a tante persone in cerca di rifugio o di espatrio. Quando gli capita di essere fermato ai posti di blocco, chiede ai militi di non toccare la sua bicicletta, in quanto “creata per raggiungere la massima velocità possibile”. I documenti sono, infatti, nascosti all’interno del telaio e del manubrio. Uomo di grande generosità e di assoluta trasparenza, profondamente amato da tutti per queste sue doti, Gino Bartali muore il 5 maggio del 2000. Il giorno del suo funerale , nella camera mortuaria allestita nella chiesa di San Piero in Palco, nella piazza fiorentina dedicata proprio al suo amico cardinale Dalla Costa, intorno alla sua bara sfilano, per tutta la giornata, migliaia di persone giunte da ogni parte d’Italia per dargli l’ultimo saluto.

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