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Matteo Messina Denaro e il mandamento di Trapani | 18/01/2023 | Il Corsivo



A cura di Daniele Biacchessi Mi è capitato più volte di raccontare la storia di Matteo Messina Denaro, della sua figura di primo piano come capo del mandamento di Castelvetrano in provincia di Trapani, degli affari sporchi che ha garantito per conto di Cosa Nostra, prima e dopo le stragi del '92 e '93. A molti, ma non a tutti, era chiaro che il boss era certamente vivo e attivo sul territorio siciliano, solo lì bisognava cercarlo, come accaduto nel passato per gran parte dei capi di Cosa Nostra come Totò Riina, Bernardo Provenzano, Giovanni Brusca, Nitto Santapaola, i fratelli Graviano. Seguendo la lunga catena dei cosiddetti "pizzini" si sarebbe potuti giungere al suo covo ben prima di averlo poi scoperto ieri in località Campobello di Mazara. Gli investigatori ci erano arrivati già il 10 dicembre 2018 con l'operazione Tramonto, quando avevano setacciato l'area di protezione del boss, quella che si delinea tra Mazara del Vallo, Campobello di Mazara, Salemi, Santa Ninfa e Marsala. Un'altra traccia è del 22 febbraio 2019 quando vengono arrestati gli imprenditori Calogero Luppino, Salvatore Giorgi e Francesco Catalanotto, tutti di Castelvetrano, tutti finanziatori delle attività di Denaro. Un pizzino era stato recapitato nel luglio 2020 agli eredi del boss di Partanna Alfonso Passanante: Messina Denaro chiedeva la loro rinuncia ad un vasto appezzamento di terreno nella ricca contrada di Zagara di Castelvetrano. I "postini" che lavoravano allora per l'ultimo dei capi erano ancora diversi, e a portare i "pizzini" erano anche quei soggetti in passato arrestati, condannati e che una volta liberi si sono rimessi a disposizione della potente cosca trapanese. Gente come Francesco Domingo alla guida del mandamento di Castellamare del Golfo, arrestato insieme ad altri 12 nel giugno 2020. Era chiaro che Matteo Messina Denaro, da almeno quattro anni, viveva in una solitudine marcata, anche se dorata, protetta da una fitta rete di protezioni che ha favorito la sua lunga latitanza, e che alla fine se lo è "venduto".

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