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09/12/2022 | Il Timone

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

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Ettore Rosato, Italia Viva, circa la riforma Nordio e possibile voto con la maggioranza ha dichiarato  a IL TIMONE di Daniele Biacchessi che Italia Viva è convinta della validità delle proposte del ministro Nordio, della sua consapevolezza che la giustizia va riformata nei tempi di esecuzione, di  responsabilità del magistrato, di indipendenza della magistratura.  Italia Viva condivide la necessità di distinguere il magistrato inquirente da quello giudicante, come avviene in quasi in tutti i Paesi.

Secondo Rosato oggi nel nostro Paese non si verifica nessun controllo anche per l'inefficienza del CSM su questo piano, un CSM che giudica tutti bravissimi, che promuove tutti: questo richiede un provvedimento legislativo coraggioso. Occorre, secondo Rosato, ridurre i tempi della giustizia che penalizzano i cittadini, per rendere più competitive le imprese e il nostro Paese in generale. La decisione dei 5 stelle e PD di fare una opposizione ideologica e blindata, conclude Rosato, portando la gente in piazza non conduce a nessun risultato. L'opposizione richiede in questo momento di emergenza spirito di collaborazione e proposte costruttive.  Il nostro lavoro è di migliorare le proposte e i provvedimenti.  

 

Daniele Biacchessi nel corso de IL TIMONE di Giornale Radio ha chiesto a Sigfrido Ranucci circa la riedizione suo libro Il patto. La trattativa Stato e mafia, quali sono gli aggiornamenti che caratterizzano la nuova stesura, l'autore ha risposto che sono stati aggiornati gli eventi perché in modo sorprendente questo libro, scritto ben 13 anni fa, ha mostrato tutta la sua forza dei fatti racconti ed oggi diventa ancora più attuale  grazie all'ordinanza del Gip di Caltanisetta, Graziella Luparello, che il 18 maggio scorso ha respinto la richiesta di archiviazione sui mandanti della strage di via D'Amelio e ha chiesto di approfondire 32 punti. 

Si tratta di punti – spiega Ranucci -  scaturiti da nuove indagini dai quali emergerebbe un filo unico che parte  dagli omicidi eccellenti degli anni '70 e '80 della strategia della tensione fino ad arrivare alle stragi. Come se esistesse - continua Ranucci - un patto occulto tra mafia, movimenti eversivi, servizi segreti e massoneria, un patto destinato a sostenere forze politiche filoatlantiche. Punti che facevano già parte del nostro libro e che vengono rivisti proprio in virtù di questa nuovo approfondimento. Questi nuovi elementi riguardano la strage di Bologna, il processo di Reggio Calabria, l'Italicus, la decretazione dell'audizione di Falcone in commissione antimafia sul delitto di Sante Mattarella in cui emergeva il suo convincimento sul coinvolgimento della destra eversiva . Un’analisi sul ruolo di Paolo Bellini, il trafficante legato all'estrema destra, killer dell'ndrangheta e in contatto on Antonino Gioè, uno degli autori della strage di Capaci morto suicida in carcere: un suicidio su cui pende il sospetto che proprio suicidio non sia stato in quanto si temeva rivelasse informazioni sul coinvolgimento dei servizi nella strage. Tutti questi temi nella prima edizione del libro erano stati già ampiamenti approfonditi e alla luce della richiesta del Gip  acquisiscono moltissimo valore.

Alla domanda di Biacchessi su chi siano i nemici del giornalisti d'inchiesta, Ranucci risponde che si possono invidiare in tutti coloro hanno chiuso i verbali nel cassetto e lì sono rimasti, in chi ha omesso di raccontare testimonianze importanti ma anche i colleghi che hanno riportato verità parziali o si sono fa portavoce di centrali di depistaggio. Un nemico, termina Ranucci, è anche il tentativo di proporre un giornalismo veloce che non lascia tempo all'approfondimento e alla ricostruzione dei fatti.  



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