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25/01/2023 | Il Timone

(Tempo di lettura: 4 - 7 minuti)

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L’antimafia italiana è considerata una delle migliori del mondo. Il successo di queste operazioni è inficiato spesso da un desiderio eterno di mistero e complotto.
 
L'ex magistrato Antonio Spataro a Daniele Biacchessi ha dichiarato:

Le polemiche sull'utilizzo delle intercettazioni ricordano una sorta di guerra dei 30 anni, perché fin dai tempi di Mani Pulite ogni qualvolta che sotto intercettazione finisce qualche personaggio di rilievo politico  o economico e qualche intercettazione viene ritenuta valida legalmente, nasce subito un attacco nei confronti della magistratura e una dura critica verso questo strumento che si dice, a torto,  eccessivamente utilizzato. Diciamo che lo strumento è importantissimo ma non è l'unico e che possiamo disporre di una polizia giudiziaria considerata la migliore del mondo.  Le intercettazioni sono fondamentali per la mafia e il terrorismo. Il fatto è che abbiamo nel nostro codice un catalogo di reati che consente l'indagine ad ampio raggio: reati le cu indagini possono portare anche alla grande criminalità e alla mafia. L'idea che ogni tanto gira di eliminare l'uso di intercettazione per corruzione o per concussione, è di gravità assoluta perchè vorrebbe dire mettere lo Stato nell'impossibilità di individuare questi reati. Non si deve confondere il problema dell'utilizzo o meno delle intercettazioni con quello della pubblicazione delle notizie. Il Codice di procedura penale prevede norme che servono anche a tutelare la riservatezza e la privacy delle persone indagate. Da quando è stato eletto Ministro Orlando, è prevista un'archiviazione delle intercettazioni  inutilizzabili in un archivio informativo riservato dove poi verranno distrutte. Solo avvocati possono ascoltarle avendone il diritto. Per quelle utilizzabili e depositate, dal momento in cui lo diventano, cessa il segreto e quindi vi è la possibilità di pubblicazione, in certi caso per estratti, dopo la sentenza integralmente. Se vogliamo vedere in concreto quanto negli ultimi due o tre anni ci siano state fuga di notizie, vediamo che i casi sono minori di quello che si dice . Se il problema è questo si intervenga in modo mirato sui singoli casi, ma non si dica che tutto quello che è pubblicato è fuga di notizie. Le sentenze delle Corte Europa dei diritti dell'uomo dimostrano un notevole accesso alla pubblicazione da parte della stampa in nome del diritto e dovere di informazione: per fatti che sono rilevanti e  a maggior ragione per fatti rilevanti attribuibili a pubblici funzionari, a persone note, anche se non hanno rilevanza penale.

La giornalista e scrittrice  Marcelle Padovaninell'intervista di Daniele Biacchessi ha detto:
Vorrei dire che la prima cosa che mi ha colpito è che è stato un bel colpo investigativo e mi è piaciuto vedere boss senza manette e carabinieri senza maschera come se lo Stato volesse far conoscere un intervento pulito ed efficace ma rispettoso delle persone. Un colpo gestito bene. Tutta la stampa nel mondo ha celebrato l'antimafia italiana che è molto apprezzata dai magistrati e dai politici degli altri Paesi. A Strasburgo, una seduta si è conclusa con la raccomandazione ai Paese europei di adottare la politica dell’antimafia italiana,  questo per dire che l'antimafia italiana è riconosciuta anche a livello internazionale. Mi colpisce la sottovalutazione sistematica dell'efficacia di questi successi, che troviamo nelle allusioni a complicità a tutti i livelli e che cercano distruggere l’effetto positivo dell’efficienza dell’antimafia. Come ci fosse un desiderio eterno di mistero, complotto, complicità altolocate. Questa tendenza viene a illustrare quella che si potrebbe definire una diffidenza atavica verso le istituzioni e che nuoce moltissimo a questo pase e alla sua immagine e all'efficacia delle sue istituzioni.

Antonio Spataro a Giornale Radio: Eliminare le intercettazioni sarebbe gravissimo. Non si deve confondere il problema dell'utilizzo o meno delle intercettazioni con quello della pubblicazione delle notizie.
L'ex magistrato Antonio Spataro a Daniele Biacchessi ha dichiarato:
Le polemiche sull'utilizzo delle intercettazioni ricordano una sorta di guerra dei 30 anni, perché fin dai tempi di Mani Pulite ogni qualvolta che sotto intercettazione finisce qualche personaggio di rilievo politico  o economico e qualche intercettazione viene ritenuta valida legalmente, nasce subito un attacco nei confronti della magistratura e una dura critica verso questo strumento che si dice, a torto,  eccessivamente utilizzato. Diciamo che lo strumento è importantissimo ma non è l'unico e che possiamo disporre di una polizia giudiziaria considerata la migliore del mondo.  Le intercettazioni sono fondamentali per la mafia e il terrorismo. Il fatto è che abbiamo nel nostro codice un catalogo di reati che consente l'indagine ad ampio raggio: reati le cu indagini possono portare anche alla grande criminalità e alla mafia. L'idea che ogni tanto gira di eliminare l'uso di intercettazione per corruzione o per concussione, è di gravità assoluta perchè vorrebbe dire mettere lo Stato nell'impossibilità di individuare questi reati. Non si deve confondere il problema dell'utilizzo o meno delle intercettazioni con quello della pubblicazione delle notizie. Il Codice di procedura penale prevede norme che servono anche a tutelare la riservatezza e la privacy delle persone indagate. Da quando è stato eletto Ministro Orlando, è prevista un'archiviazione delle intercettazioni  inutilizzabili in un archivio informativo riservato dove poi verranno distrutte. Solo avvocati possono ascoltarle avendone il diritto. Per quelle utilizzabili e depositate, dal momento in cui lo diventano, cessa il segreto e quindi vi è la possibilità di pubblicazione, in certi caso per estratti, dopo la sentenza integralmente. Se vogliamo vedere in concreto quanto negli ultimi due o tre anni ci siano state fuga di notizie, vediamo che i casi sono minori di quello che si dice . Se il problema è questo si intervenga in modo mirato sui singoli casi, ma non si dica che tutto quello che è pubblicato è fuga di notizie. Le sentenze delle Corte Europa dei diritti dell'uomo dimostrano un notevole accesso alla pubblicazione da parte della stampa in nome del diritto e dovere di informazione: per fatti che sono rilevanti e  a maggior ragione per fatti rilevanti attribuibili a pubblici funzionari, a persone note, anche se non hanno rilevanza penale.



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