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“Tutto è avvolto da una fitta nebbia”: Federmeccanica gela gli entusiasmi sulla ripresa economica

today9 Giugno 2026

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“Tutto è avvolto da una fitta nebbia”: Federmeccanica gela gli entusiasmi sulla ripresa economica

Lo scenario internazionale dell’inizio 2026 è un labirinto di incognite che soffoca l’attività produttiva nazionale. “Tutto è avvolto da una fitta nebbia”, ha dichiarato senza giri di parole Stefano Franchi, Direttore Generale di Federmeccanica, ospite di Manuela Donghi nel programma Next Economy su Giornale Radio. Il contesto industriale resta debole e l’impossibilità di prevedere il futuro blocca gli investimenti e i consumi delle famiglie, trasformando il sentiment economico in un freno a mano tirato per l’intero Paese. Nonostante qualche segnale di reazione nel settore metalmeccanico, il quadro generale rimane critico e profondamente instabile.

La verità dietro il rimbalzo della produzione economica

I numeri della 178ª indagine congiunturale di Federmeccanica mostrano un segno positivo che mancava da tempo, ma l’entusiasmo è fuori luogo. Franchi chiarisce immediatamente che il dato va contestualizzato per non cadere in facili illusioni: “eravamo scesi talmente tanto che era quasi inevitabile che ci fosse un rimbalzino”. Non è una crescita strutturale, ma una boccata d’ossigeno dopo mesi dominati dal segno meno. Le criticità precedenti non sono scomparse, sono aumentate, sommerse da una serie di ombre che rendono impossibile capire cosa accadrà domani.

Il campanello d’allarme della liquidità in doppia cifra

C’è un dato che più di altri toglie il sonno agli industriali ed è quello relativo alla tenuta finanziaria delle fabbriche. Più del 10% delle imprese metalmeccaniche denuncia oggi una condizione di liquidità pessima o negativa. “Vedere la doppia cifra fa un po’ impressione”, ammette Franchi, sottolineando come questo sia il basico della sopravvivenza aziendale. Quando mancano le risorse interne, la capacità di investire e di crescere si azzera, mettendo a rischio la stabilità stessa del sistema industriale italiano in un momento di estrema fragilità.

Il peso insostenibile dell’energia e dei conflitti

La guerra in Medio Oriente non è solo un dramma umanitario, ma un macigno economico che per il 40% delle imprese avrà un impatto “negativo, significativo e duraturo”. A questo si aggiunge l’impennata dei costi energetici, un fattore di competitività che in Italia è storicamente più alto rispetto ai partner europei. Franchi è categorico sulla necessità di intervenire: “il costo dell’energia in Italia va necessariamente ridotto senza se e senza ma”. Senza un taglio netto, i margini operativi continuano a restringersi, impedendo alle aziende di generare i profitti necessari per innovare.

Export e rallentamento del motore tedesco

L’export, da sempre colonna portante del Made in Italy, mostra segnali di stanchezza preoccupanti. Se un tempo Federmeccanica era abituata a crescite a doppia cifra, oggi ci si deve accontentare di un +4,8% che Franchi commenta con un laconico “piuttosto che niente, meglio piuttosto”. Il vero problema è la Germania, il primo mercato di sbocco per l’Italia, che sta vivendo una fase di profonda difficoltà. La riduzione delle esportazioni verso i tedeschi è un segnale che deve far tenere la guardia altissima, perché la crisi del nostro principale partner si riflette direttamente sulle nostre filiere.

Ex Ilva e la sfida per l’autonomia strategica

Il futuro dell’industria italiana passa inevitabilmente per l’acciaio e per il rilancio dell’Ex Ilva. Per Stefano Franchi non è solo una questione per addetti ai lavori, ma un asset strategico per la sovranità del Paese. Senza una produzione di acciaio primario dal minerale, l’Italia diventerebbe totalmente dipendente dalle importazioni di rottame dall’estero, un rischio inaccettabile in questa fase storica. L’obiettivo deve essere chiaro: “dobbiamo passare da una dipendenza tattica a un’autonomia strategica”. È un messaggio che arriva forte non solo dalle imprese e dai sindacati, ma dai cittadini stessi, consapevoli che l’acciaio è ovunque nella vita quotidiana.

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