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Novità per i lavoratori che lavorano all'aperto

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

A cura di Paolo Segio

C'è un'importante novità per i lavoratori, in particolare per coloro costretti a lavorare all'aperto nel caso di condizioni climatiche estreme. 

Le imprese, infatti, potranno chiedere all’Inps il riconoscimento della Cassa Integrazione Guadagni quando il termometro supera i 35° centigradi. 

Ai fini dell’integrazione salariale, però, possono essere considerate idonee anche le temperature “percepite”. 

I fenomeni climatici estremi sono stati, infatti, recentemente posti in relazione con un aumento del rischio di infortunio sul lavoro. 

Inps e Inail hanno reso note le istruzioni per la gestione del rischio caldo e per l’accesso alle prestazioni cassa integrazione ordinaria per sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa dovuta a temperature elevate. 

Per quanto riguarda le prestazioni CIGO erogate dall’Inps in merito, l'INPS chiarisce che la causale “eventi meteo” è invocabile dall’azienda anche in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa a causa delle temperature elevate.

Sono considerate “elevate”, le temperature superiori ai 35° centigradi. 

Tuttavia, anche temperature inferiori a questo valore possono essere considerate idonee ai fini del riconoscimento dell’integrazione salariale, atteso che la valutazione sull’integrabilità della causale in questione deve essere fatta con riferimento non solo alle temperature registrate dai bollettini meteo ma anche a quelle “percepite”, che notoriamente sono più elevate rispetto a quelle reali, tenuto conto della particolare tipologia di lavorazione in atto. 

Ne sono esempio i lavori di stesura del manto stradale, i lavori di rifacimento di facciate e tetti di costruzioni, le lavorazioni all’aperto che richiedono indumenti di protezione, ma anche tutte le fasi lavorative che, in generale, avvengono in luoghi non proteggibili dal sole o che comportino l’utilizzo di materiali o lo svolgimento di lavorazioni che non sopportano il forte calore.

Si fa presente, inoltre, che, indipendentemente dalle temperature rilevate nei bollettini, l’Inps riconosce la cassa integrazione ordinaria in tutti i casi in cui il responsabile della sicurezza dell’azienda dispone la sospensione delle lavorazioni in quanto ritiene sussistano rischi o pericoli per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi i casi in cui le sospensioni siano dovute a temperature eccessive.

27 Luglio 2022

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