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Giornale Radio  - Covid: indagine, Crisanti e Galli gli esperti più affidabili per gli italiani
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Covid: indagine, Crisanti e Galli gli esperti più affidabili per gli italiani

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)
Milano, 23 feb. (Adnkronos Salute) - Massimo Galli e Andrea Crisanti, tra gli esperti italiani più protagonisti sui media in un anno di pandemia di Covid-19, sono le voci scientifiche ritenute più affidabili dagli italiani secondo un'indagine condotta nel dicembre 2020 da AstraRicerche, nata da un'idea dell'agenzia ABG PR e realizzata in collaborazione con Volocom. La ricerca, che ha coinvolto un campione di italiani di età compresa fra 18 e 70 anni, ha analizzato 6 tra i volti che il Paese ha imparato a conoscere durante l'emergenza coronavirus: oltre a Galli e Cristanti, Roberto Burioni, Ilaria Capua, Antonella Viola e Alberto Zangrillo. Un modello matematico messo a punto ad hoc da AstraRicerche - spiega una nota - ha associato il livello di conoscenza di questi esperti dichiarato dagli italiani durante le interviste alla loro presenza mediatica, per indagare la notorietà e la 'trustability' di questi 'virologi'. Termine non esatto per tutti e 6 i professionisti al centro dello studio, ma al quale l'opione pubblica li assimila. E' emerso così che 3 esperti hanno una notorietà definita dai promotori dell'indagine "nettamente superiore agli altri", e sono Galli, Zangrillo e Burioni. Solo un intervistato su 10 dice di non conoscere Zangrillo e poco più di uno su 6 di non conoscere Galli e Burioni. Inoltre, la maggior parte degli intervistati ritiene di conoscerli bene (Galli prevale con il 22%, seguito da Zangrillo con il 19% e da Burioni con il 18%). Più di un interpellato su 4 non conosce invece Crisanti e Capua e solo il 13% li conosce bene, mentre più della metà non conosce Viola e solo il 6% la conosce bene. Passando all'affidabilità, i due professionisti con "profilo più controverso" - si legge ancora - sono Burioni e Zangrillo. Quest'ultimo, in particolare, viene indicato come quello maggiormente in contrasto con i colleghi (30,9%). La notorietà degli esperti - evidenziano i promotori della ricerca - appare direttamente proporzionale a quanto sono stati presenti sui media a marzo e aprile, cioè nei mesi di inizio pandemia, di lockdown totale per la popolazione italiana e di conseguente altissima attenzione alle informazioni mediatiche, e a quanto sono stati presenti nel periodo successivo al mese di agosto e in particolare a settembre, ottobre e novembre. L'impatto massimo si è registrato sul web - continua la nota - mentre un impatto "rilevante ma molto minore" è stato riscontrato sulla stampa, e impatti "non rilevanti" risultano per tutti gli altri mezzi: tv, radio, social media. Infine, "dallo studio emerge chiaramente quanto la notorietà dei virologi sia influenzata dal loro stile di comunicazione, più che dai contenuti - si sottolinea - e che una comunicazione 'aggressiva' non porta a un maggiore o migliore ricordo" dell'esperto che la adotta. Infatti, l'analisi relativa al singolo 'virologo' mostra che, rispetto a un punteggio base fissato in 100, Crisanti ottiene "molto di più" e cioè 166 (è più ricordato rispetto a quanto la sua visibilità suggerirebbe), Galli "un valore più che positivo" (121), Burioni è "appena sopra la media" (107), mentre Capua (77) e Viola (53) sono "nettamente sottoperformanti rispetto alla visibilità che hanno avuto. Soprattutto Zangrillo, il più polarizzante e dai toni forti (come lo definiscono gli intervistati) ottiene solo 64 punti".

 

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