Giornale Radio - Pompei, la città sepolta
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Pompei, la città sepolta, è l’unico luogo al mondo in cui sia possibile ricostruire quella che probabilmente fu la vita di tutti i giorni nell'antica Roma. In questa affascinante località campana vicino a Napoli, distrutta dall'eruzione del Vesuvio oltre duemila anni fa, il tempo sembra, infatti, essersi fermato, permettendoci, come per incanto, di tornare indietro nel tempo. Non a caso, proprio Pompei ha detenuto a lungo il primato di luogo più visitato al mondo. Pompei esprime, infatti, il fascino dell'antico che racconta l’età remota ai moderni e, in quanto eccezionale testimonianza del passato, l'Area archeologica di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata è stata inserita tra i 55 siti italiani tutelati dall'Unesco nella World Heritage List.
I resti delle antiche città romane di Pompei ed Ercolano sepolte dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. offrono uno spaccato di straordinaria verosimiglianza rispetto a quelle che dovevano essere la società e la vita quotidiana nell'antichità classica. Entrambe città di origine Osca, conobbero il dominio di diversi popoli, fino al momento in cui, in seguito alla guerra sociale, Pompei fu elevata al rango di colonia con il nome di Cornelia Venera Pompeiana, mentre ad Ercolano fu assegnato il rango inferiore di municipium. Nel 62 d.C. Pompei fu semidistrutta da un terremoto e mentre la ricostruzione era in corso, il 24 agosto del 79 d.C., a causa dell'eruzione del Vesuvio, l'area della città e delle ville suburbane fu sepolta sotto uno spesso strato di pietra, cenere e lapilli, diversamente da Ercolano, che scomparve, invece, sotto il fango vulcanico.
Dal momento della scoperta delle due città sepolte, avvenuta nel 18° secolo, gli studiosi ne hanno ricavato notevolissime testimonianze architettoniche. Di Pompei sono rimasti il foro principale e gli edifici pubblici, come il Capitolium (cioè il tempio dedicato alla triade divina di Giove, Giunone e Minerva), la Basilica (cioè il tribunale) e i bagni pubblici, compreso il foro triangolare, con due teatri. Il maggiore di questi è di origine greca, rimodellato, però, secondo il gusto romano. Tra gli altri edifici pubblici dobbiamo ricordare le Terme Stabiane, rimaste, tra l’altro, in stato di buona conservazione.
In realtà, Pompei, che era luogo di villeggiatura dei ricchi romani per la salubrità del clima e la bellezza del paesaggio, è anche famosa per la sua serie di edifici civili, disposti lungo strade ben conservate. La Casa del Chirurgo è, ad esempio, uno di questi, ma anche le case del Fauno e dei Casti Amanti sono esempi eccezionali dell'architettura dell'epoca. Degna di nota è la Villa dei Misteri, che prende il nome dalle arcane pitture murali che raffigurano i riti di iniziazione ("i misteri", appunto), del culto di Dioniso. Inoltre, tipica di Pompei è la ricchezza dei graffiti sulle pareti di tutti gli edifici ed è, infatti, assai frequente incontrare sui muri scritte e ideogrammi di natura politica e sessuale.
Di Ercolano, che la leggenda vuole fondata da Ercole, sappiamo di meno, a causa della profondità a cui è stata sepolta, anche se alcuni suoi edifici sono meglio conservati. I Bagni, il Collegio dei Sacerdoti di Augusto e un teatro, sono, ad esempio, quasi intatti. Come pure la Casa del Bicentenario e la Casa dei Cervi, che hanno ampi cortili e una ricca decorazione. Ercolano era un fiorente centro commerciale e nei suoi magazzini hanno resistito alla distruzione anche gli orci e le giare con cui venivano trasportate le derrate alimentari.
Infine, l'area suburbana di Oplontis, vale a dire l'attuale Torre Annunziata, subì la stessa sorte di Pompei ed Ercolano, a cui era vicina pochi chilometri. Rinomato luogo di villeggiatura con saline e complessi termali, nella sua area sorgono la cosiddetta Villa di Poppea e quella di Lucio Crasso Terzo.
In tutta la zona, che dal 1997 è considerata Patrimonio dell'Umanità, in ogni momento dell’anno è, comunque, possibile ammirare ancora oggi sculture, mosaici e pitture murali di rara bellezza.


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