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“Meloni sulle carceri non ha fatto nulla”: Alemanno contro il Governo dopo 18 mesi a Rebibbia

today24 Giugno 2026

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“Meloni sulle carceri non ha fatto nulla”: Alemanno contro il Governo dopo 18 mesi a Rebibbia

Gianni Alemanno ha lasciato il carcere di Rebibbia dopo quasi diciotto mesi di detenzione con un atto d’accusa che scuote i palazzi del potere. L’ex sindaco di Roma non ha usato giri di parole per descrivere il fallimento della politica penitenziaria dell’attuale esecutivo: “Il Governo Meloni non ha fatto niente”.

Di questa dura presa di posizione si è discusso approfonditamente durante l’ultima puntata de Il Timone delle 13 con Paolo Sergio su Giornale Radio, dove è intervenuto Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Campania, che ha incontrato Alemanno proprio pochi giorni prima della sua scarcerazione.

L’ex esponente di centrodestra ha tenuto a precisare di essere stato trattenuto da innocente, ma ha preferito accendere i riflettori su una realtà collettiva che definisce “terribile” e “una vergogna per la nostra Repubblica”.

La Repubblica che smarrisce la dignità

Il racconto di chi ha vissuto dall’interno il sistema penitenziario italiano è quello di uno Stato che abdica alle proprie funzioni civili. Secondo Alemanno, riportato da Ciambriello, “il carcere italiano è fuori misura, fuori diritto, fuori coscienza”.

Le critiche non risparmiano l’incapacità delle istituzioni di offrire percorsi reali di recupero, portando l’ex sindaco a dichiarare che “lo Stato italiano perde la faccia per come tratta la gente”, soprattutto perché non garantisce risposte concrete né la possibilità di uscire a testa alta dalle celle.

Durante i mesi di prigionia, Alemanno ha affidato le sue riflessioni a diversi diari, chiedendo inutilmente gesti di clemenza e liberazione anticipata alle più alte cariche dello Stato.

Dormire col casco a due metri da terra

I numeri forniti dal garante Ciambriello disegnano un quadro di sovraffollamento che va oltre il limite della tollerabilità umana. Al momento si contano 64.426 detenuti a fronte di soli 46.000 posti disponibili: una voragine di quasi 19.000 persone di troppo nel sistema.

La situazione è critica soprattutto in Campania, dove ci sono 2.000 detenuti oltre la capienza massima, stipati in celle da dieci persone. In molti istituti, come Poggioreale, si è costretti a ricorrere alla “terza branda”, un letto posizionato a un’altezza vertiginosa.

Su questo punto, la denuncia di Ciambriello è sarcastica e amara: “C’è la terza branda che è a due metri da terra; chi sta lì dovrebbe indossare il casco per ragioni di sicurezza”.

Un sistema che punisce senza cambiare

La critica di Ciambriello si estende alla filosofia dell’attuale legislazione, definita come una “visione carcerocentrica” che punta solo ad aumentare i reati e le pene. Il nuovo decreto sicurezza, ad esempio, trasforma le proteste pacifiche o il possesso di un cellulare in reati che costano anni di ulteriore reclusione.

Chi sbaglia non deve pagare, chi sbaglia deve cambiare”, ribadisce il garante, sottolineando che la dignità non può essere considerata un premio per la buona condotta.

Per Ciambriello e Alemanno, la dignità è un diritto non negoziabile che deve appartenere a ogni individuo, indipendentemente dal reato commesso.

Il diario di un’esperienza fuori coscienza

Alemanno non intende lasciare cadere nel vuoto quanto visto e vissuto a Rebibbia. Ha annunciato che utilizzerà il suo libro e i diari scritti in cella per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema che la politica preferisce ignorare.

A settembre sarà a Napoli per presentare questo lavoro insieme al garante, con l’obiettivo di dimostrare che il carcere non ha bisogno di “bandiere”, ma di “scelte utili in comune”.

Il messaggio finale è una sfida aperta a un Governo che, a suo dire, ha dimenticato la condizione degli ultimi dietro le sbarre.

In sintesi

  • Accusa al Governo: Gianni Alemanno, uscendo da Rebibbia, ha dichiarato che il Governo Meloni non ha fatto nulla contro il sovraffollamento carcerario.
  • Numeri record: in Italia ci sono circa 19.000 detenuti oltre la capienza regolamentare, con celle sovraffollate e letti a castello tripli definiti pericolosi.
  • Critica ai decreti: il garante Ciambriello denuncia una “visione carcerocentrica” che punisce severamente anche le proteste pacifiche dei detenuti.

FAQ

Cosa intende Alemanno per “vergogna della Repubblica”?

Si riferisce alle condizioni disumane di vita all’interno delle carceri, dove il sovraffollamento impedisce ogni possibilità di riabilitazione e dignità.

Perché Samuele Ciambriello critica il nuovo decreto sicurezza?

Perché introduce sanzioni penali pesantissime anche per proteste pacifiche e resistenza passiva, allontanando il carcere dalla sua funzione rieducativa.

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