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“Siamo disperati, i soccorsi non arrivano”: l’inferno del Venezuela travolto dal sisma

today25 Giugno 2026

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“Siamo disperati, i soccorsi non arrivano”: l’inferno del Venezuela travolto dal sisma

Il Venezuela è in ginocchio, travolto da una catastrofe di proporzioni inimmaginabili che ha cancellato intere città dalle mappe. “Purtroppo questa è una tragedia come mai vista nel mio Paese”, racconta con voce rotta la giornalista Marinellys Tremamunno, descrivendo uno scenario apocalittico dove centri abitati come La Guaira sono praticamente scomparsi.

La testimonianza è stata raccolta durante Italia No Limits con Roberto Poletti, il programma in onda tutti i giorni dalle 17 alle 20 su Giornale Radio, dove è emersa tutta la gravità di un evento che ha colpito non singole zone, ma intere regioni.

Voci dal sottosuolo e soccorsi fantasma

Il dramma si consuma minuto dopo minuto sotto tonnellate di cemento, dove migliaia di persone lottano tra la vita e la morte in una corsa contro il tempo che il Paese sembra stare perdendo.

Ci sono ancora persone sotto le macerie che non hanno ricevuto i soccorsi”, denuncia Tremamunno, aggiungendo un dettaglio agghiacciante: “I video che girano tramite conoscenti e sui social mostrano persone che urlano chiedendo aiuto, che sono vive sotto le macerie e ancora i soccorsi non arrivano”.

La situazione è definita come “veramente disperante”, aggravata da un isolamento quasi totale dovuto al crollo delle comunicazioni, dell’elettricità e di internet.

Il mostro a due teste: il terremoto gemello

A rendere unico e devastante questo evento è stata la natura stessa del fenomeno sismico, che ha colpito con una violenza doppia e ravvicinata.

Parliamo di un doppio terremoto con 30 secondi di distanza uno dall’altro, uno di 7.2 e un altro di 7.5”, spiega la giornalista. Quella di magnitudo 7.5 è la seconda scossa più forte della storia del Venezuela, un evento che non si verificava da 125 anni.

Le strutture urbane, fatte di grandi grattacieli e palazzi residenziali, non erano preparate: “È normale avere palazzine di 15-20 piani, quando parlo di una palazzina crollata, parlo di centinaia di famiglie sotto le macerie”.

Sedici piani ridotti a tre: il dramma personale

Dietro i numeri freddi delle statistiche si nascondono storie di dolore privato che colpiscono anche chi l’informazione la fa. Marinellys Tremamunno rivela il suo dramma personale: “Ho un cugino scomparso, la sua palazzina di 16 piani è ridotta a tre piani e non si sa niente di lui”.

È l’immagine simbolo di questa distruzione: colossi di cemento che si sono accartocciati su se stessi, schiacciando ogni speranza e rendendo quasi impossibile il lavoro dei pochi soccorritori attivi.

Il bilancio verso l’apocalisse: 100.000 possibili vittime

Le cifre che arrivano dalle agenzie internazionali delineano un quadro che peggiora di ora in ora. “I dispersi sono oltre 28.177”, mentre i salvati sono appena 1.491, un numero giudicato “pochissimo” a causa della scarsa risposta governativa.

Ma il dato più terrificante arriva dalle stime satellitari degli esperti internazionali: “Nelle situazioni peggiori potrebbero esserci 100.000 morti”. Un massacro che viene già paragonato al catastrofico terremoto che colpì la Turchia pochi anni fa.

Un Paese in ginocchio e un Governo fallito

Il sisma ha colpito una nazione già stremata da una crisi economica cronica, dove l’80% della popolazione viveva in povertà estrema prima del disastro. Ora, i sopravvissuti sono “sfollati, senza casa, in mezzo alla strada”, mentre le autorità non sembrano in grado di gestire l’emergenza.

Quello era già un Governo fallito, senza possibilità di dare risposte alla popolazione in una situazione normale, immaginate in questa tragedia”, accusa Tremamunno, lanciando un appello disperato affinché arrivino immediatamente gli aiuti internazionali.

In sintesi

  • Dispersi: oltre 28.177 persone mancano all’appello.
  • Sisma gemello: due scosse violentissime, di magnitudo 7.2 e 7.5, si sono verificate a soli 30 secondi di distanza.
  • Stima vittime: gli esperti internazionali temono fino a 100.000 morti totali.
  • Città distrutte: intere aree come La Guaira risultano rase al suolo, con palazzine fino a 20 piani crollate.

FAQ

Quali sono state le zone più colpite?

Le regioni di La Guaira, Aragua, Miranda, Carabobo e Caracas hanno subito i danni maggiori, con intere zone dichiarate area di disastro nazionale.

Perché il numero delle vittime è così alto?

A causa dell’estrema fragilità delle strutture, dell’alta densità abitativa nei grattacieli crollati e della lentezza cronica dei soccorsi governativi.

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