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La Procura militare indaga su Futuro Nazionale

today4 Settembre 2026

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Scritto da Ferruccio Bovio

La Procura militare di Roma ha avviato “accertamenti preliminari” per appurare se nella struttura organizzativa di Futuro Nazionale – il movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci – siano presenti degli attivisti appartenenti alle Forze Armate: tuttavia, per ora – precisa la Procura stessa – si tratta solamente di un primo passo esplorativo. L’azione in questione nasce dalla seconda denuncia presentata dal Sindacato dei Militari – guidato da Luca Comellini – dopo quella da lui stesso già depositata, lo scorso 28 agosto, presso la Procura ordinaria della Capitale, nella quale si chiedeva ai giudici di valutare se, nella nuova creatura politica dell’ex vice segretario della Lega, si potesse configurare una eventuale violazione della legge Scelba sulla ricostituzione del partito fascista.

L’attuale indagine della Procura militare riguarda invece – almeno per ora – uno spazio circoscritto alla sola “posizione di appartenenti alle Forze Armate all’interno della struttura organizzativa Futuro Nazionale”. L’obbiettivo è, dunque, quello di verificare “l’eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare”. Nel mirino dell’esposto presentato da Comellini, ci sono, infatti, alcuni militari ancora in servizio che svolgerebbero una funzione attiva nel partito costituitosi attorno a Vannacci. Ed a questo proposito, sotto la lente di ingrandimento della magistratura con le stellette, sarebbero finiti un comitato a Roma ed un altro a Villafranca di Verona.

Il Sindacato ha, pertanto, sollecitato la magistratura militare a stabilire fino a che punto possa spingersi l’impegno politico di chi continua, comunque, a indossare una divisa, accertando “le responsabilità penali di chi ha scelto di confondere il proprio ruolo istituzionale con la militanza politica attiva, strumentalizzando l’uniforme e il grado per finalità di parte”. Chi indossa l’uniforme della Repubblica – sempre secondo Comellini – deve, infatti, rispondere alle sue leggi e non ai programmi di “movimenti politici che riteniamo essere incompatibili con i valori costituzionali”.

Scritto da: Ferruccio Bovio


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