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“85 secondi alla mezzanotte”: Carlo Rovelli spiega perché l’umanità sta correndo verso l’abisso a occhi chiusi

today29 Giugno 2026

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Carlo Rovelli: “Il mondo non è mai stato così vicino alla fine”

Il mondo non è mai stato così vicino alla fine. Il titolo dell’edizione inglese dell’ultimo libro di Carlo Rovelli, 85 Seconds to Midnight, non è un’iperbole, ma una fotografia spietata della realtà. Il rischio di una catastrofe atomica ha superato i livelli della Guerra Fredda, ma la percezione pubblica sembra anestetizzata.

Di questa emergenza planetaria si è discusso durante la trasmissione Domenica Specialmente con Lapo De Carlo, Maurizio Mannoni e Antonella Zangaro, in onda ogni domenica dalle 10 alle 12 su Giornale Radio. Il fisico teorico avverte che stiamo ignorando i segnali del pericolo, convinti che la bomba sia un reperto degli anni Sessanta, mentre il timer scorre inesorabile verso lo zero.

La razionalità scientifica contro la follia del riarmo

Rovelli non si limita a un appello morale. La sua è una critica basata sulla logica pura. “Metterci in una condizione in cui rischiamo di morire tutti, indipendentemente da ogni etica, è stupido, è poco razionale”.

Mentre le figure religiose come il Papa puntano sul cuore, lo scienziato punta sulla mente: ignorare il rischio a lungo termine per inseguire vantaggi immediati è un errore di calcolo madornale.

Stiamo correndo un rischio estremo, lo facciamo per motivi non razionali. Stiamo facendo un errore proprio”, sottolinea Rovelli, invitando a guardare oltre l’orizzonte del presente.

Il silenzio assordante della politica a lungo termine

Esiste un vuoto pneumatico nelle stanze del potere. I leader mondiali appaiono intrappolati in una bolla che scambia la sopravvivenza elettorale con la sicurezza globale.

Chi è che pensa a lungo termine? Chi è che parla a lungo termine tra i politici?”, domanda provocatoriamente il fisico.

Il sistema democratico attuale spinge i decisori a focalizzarsi sui consensi di domani, trascurando scenari che potrebbero cancellare l’umanità entro dieci anni. Per Rovelli, la politica ha smesso di essere l’arte di prevenire le catastrofi per ridursi a un mero gioco di posizionamento a breve termine.

Quando l’Europa bombarda la Russia: il rischio escalation

La situazione geopolitica attuale è una polveriera. Rovelli cita il bombardamento di San Pietroburgo con ordigni europei come un punto di non ritorno mai toccato prima, nemmeno durante la crisi di Cuba.

Stiamo scherzando col fuoco, in una maniera che anni di Guerra Fredda nessuno ha mai osato fare”, denuncia lo scienziato.

Se una potenza nucleare viene colpita nel proprio territorio, le sue policy di difesa prevedono l’uso dell’atomica. Le conseguenze sarebbero immediate e devastanti anche per noi: “Il Nord Italia sarebbe uno dei primi bruciati”.

L’ombra gelida dell’intelligenza artificiale sui silos nucleari

A rendere lo scenario ancora più cupo interviene la tecnologia. L’affidamento del controllo delle armi nucleari agli algoritmi elimina l’ultima barriera: l’intuizione umana.

L’intelligenza artificiale rende tutto più terribile anche in connessione al rischio nucleare perché è fredda, va avanti secondo dei calcoli”.

In passato, il disastro è stato evitato spesso grazie a singoli uomini che hanno avuto il coraggio di non premere un bottone nonostante i segnali d’allarme. Una macchina non avrebbe dubbi: eseguirebbe il comando senza esitazione, accelerando la corsa verso l’estinzione.

Un appello alla coscienza collettiva per evitare l’abisso

La soluzione non è nella forza, ma nel dialogo e nella consapevolezza del limite. “Il problema non è essere più forti noi degli altri, il problema è trovare insieme il modo di evitare le catastrofi”.

Rovelli esorta ogni cittadino a fare la propria parte: scienziati, giornalisti ed elettori devono pretendere un risveglio delle coscienze.

Bisogna fermarsi prima che l’ultimo secondo scatti, smettendo di correre alla cieca verso una direzione che porta solo alla distruzione totale. È il momento di riaprire gli occhi e tornare a essere esseri razionali.

In sintesi

  • Massimo rischio storico: secondo Rovelli, il pericolo nucleare oggi è superiore a quello della Guerra Fredda.
  • Minaccia per l’Italia: in caso di escalation atomica con la Russia, il Nord Italia sarebbe tra le aree più esposte.
  • Insidia dell’IA: l’automazione della difesa nucleare aumenterebbe le probabilità di un conflitto per errore di calcolo.
  • Mancanza di visione: i politici pensano al consenso elettorale immediato, ignorando le catastrofi a lungo termine.

FAQ

Perché Carlo Rovelli parla di “cattiva coscienza dei fisici”?

Perché la fisica ha dato all’umanità i mezzi per autodistruggersi completamente, creando una responsabilità storica che oggi, secondo Rovelli, non viene più discussa seriamente.

Qual è l’effetto dell’intelligenza artificiale sulle armi atomiche?

L’intelligenza artificiale aumenterebbe il rischio perché sostituisce l’uomo, capace di fermarsi prima del disastro, con una logica fredda e puramente calcolatrice.

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