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“Un attentato amicale per farne un eroe?”: Fulvio Abbate smonta il retroscena surreale che scuote Sigfrido Ranucci e il mondo dell’informazione

today8 Luglio 2026

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“Un attentato amicale per farne un eroe?”: Fulvio Abbate smonta l’ipotesi “lunare” sul caso Ranucci-Lavitola

Il mondo dell’informazione è attraversato da una vicenda dai contorni insoliti, che coinvolge il conduttore di Report Sigfrido Ranucci e Walter Lavitola, ex direttore dell’Avanti.

Al centro del dibattito c’è l’ipotesi, definita da Fulvio Abbate “surreale” e “lunare”, secondo cui l’attentato denunciato da Ranucci sarebbe stato compiuto in una prospettiva “amicale”, per rafforzarne la posizione pubblica e renderlo inattaccabile rispetto alle tensioni con la Rai.

Abbate respinge con decisione questa ricostruzione. “Io trovo assolutamente surreale, se non lunare, questa vicenda”, ha affermato lo scrittore, commentando l’idea che l’attentato possa essere stato pensato “per farne un eroe”. Di questo intreccio si è discusso durante la trasmissione L’Attimo Fuggente con Luca Telese e Giuliano Guida Bardi, in onda su Giornale Radio.

Incontri alla luce del sole a Monteverde

Secondo Abbate, non c’era nulla di segreto nelle frequentazioni tra Ranucci e Lavitola. I due si sarebbero incontrati regolarmente in un ristorante romano, il Cefalù di viale dei Quattro Venti, nel quartiere di Monteverde Vecchio.

Sigfrido Ranucci ha rivendicato la frequentazione con Walter Lavitola e io ne sono testimone”, ha spiegato Abbate, raccontando di aver visto Ranucci a cena nel locale “quasi almeno due volte a settimana”.

Per lo scrittore, il punto centrale è proprio la trasparenza di quegli incontri: non avvenivano in luoghi nascosti, ma in un ristorante aperto al pubblico, con vetrate visibili dalla strada.

Tutti quanti gli incontri si sono sempre svolti alla luce del sole”, ha ribadito Abbate, sottolineando che “i vetri del ristorante dove Walter Lavitola ha incontrato queste persone non sono oscurati”.

Una precisazione che serve a ridimensionare l’idea di rapporti clandestini o opachi.

Ranucci: “Lavitola è stata una fonte importante per Report”

Durante la trasmissione è arrivato anche un messaggio di Sigfrido Ranucci, nel quale il conduttore di Report ha chiarito la natura del suo rapporto con Lavitola.

Ranucci ha spiegato che l’amicizia è nata dopo che Lavitola era stato oggetto di alcune inchieste del programma e che, in seguito, l’ex direttore dell’Avanti è diventato anche una fonte giornalistica.

È stata anche una fonte importante per alcune inchieste proprio di Report”, ha scritto Ranucci, aggiungendo di essere convinto della sua innocenza “finché non vede ovviamente le prove”.

Il giornalista ha però precisato di affidarsi completamente alle indagini della Procura di Roma e al lavoro dei carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci.

Ranucci ha inoltre sottolineato che Lavitola, prima di tutto, è stato un uomo di giornali e che nel tempo ha mantenuto rapporti con molti esponenti dell’informazione, anche più autorevoli di lui.

Una posizione che, nel dibattito in studio, è stata letta come una difesa del diritto del giornalista a frequentare fonti anche controverse, senza che questo implichi necessariamente complicità o ambiguità.

La foto al ristorante e il confine tra cronaca e spionaggio

Uno dei passaggi più discussi riguarda la fotografia che ritrae Ranucci e Lavitola a cena, pubblicata dal Riformista e scattata dal giornalista Aldo Torchiaro.

Abbate ha ricostruito l’episodio sostenendo che Torchiaro, passando davanti al ristorante, avrebbe notato Lavitola e gli altri commensali all’interno del locale.

Secondo il racconto di Abbate, Torchiaro avrebbe chiesto al figlio di fargli da “sgabello” per fotografare la scena dall’esterno.

Lo scrittore ha descritto l’episodio con tono sarcastico, ma il punto politico e giornalistico emerso in trasmissione è più ampio: dove finisce la legittima documentazione giornalistica e dove comincia lo spionaggio di un incontro privato, anche se avvenuto in un luogo visibile al pubblico?

Nel confronto radiofonico è stato richiamato anche il caso dell’incontro tra Matteo Renzi e Marco Mancini, fotografato in passato e al centro di polemiche.

Da qui la riflessione dei conduttori: o è lecito documentare certi incontri, oppure il principio deve valere per tutti. Il caso Ranucci-Lavitola diventa così anche un terreno di discussione sul metodo giornalistico e sulla coerenza con cui vengono giudicate le frequentazioni dei personaggi pubblici.

Amicizie controverse e presunzione di innocenza

Il dibattito si è poi spostato sul tema delle cosiddette “amicizie pericolose”.

Abbate ha rivendicato la propria amicizia con Walter Lavitola, pur riconoscendo che il suo passato giudiziario sia noto e “nutrito”. Al tempo stesso, ha insistito sulla presunzione di innocenza rispetto alla vicenda specifica e ha invitato a non trasformare automaticamente una frequentazione in una colpa.

Durante il confronto è emersa l’idea che si possano avere rapporti personali o professionali con figure controverse senza essere per questo delinquenti o complici.

Abbate, però, ha contestato anche la definizione stessa di “amicizia pericolosa” applicata a Lavitola, preferendo riportare il discorso su un piano più concreto: gli incontri erano pubblici, il rapporto con Ranucci era noto, e le eventuali responsabilità dovranno essere accertate dagli inquirenti.

Ritengo che questa vicenda si risolverà in una bolla di sapone”, ha concluso Abbate, respingendo sia la tesi dell’attentato “amicale” sia altre ipotesi dietrologiche circolate in queste ore.

Per lo scrittore, la prudenza resta indispensabile: prima di trasformare una relazione tra giornalista e fonte in un romanzo criminale, bisogna attendere le prove e il lavoro della magistratura.

In sintesi

  • Ipotesi “lunare”: Fulvio Abbate definisce “surreale”, “lunare” e “fantasiosa” l’ipotesi secondo cui Walter Lavitola avrebbe organizzato un attentato “amicale” per rafforzare pubblicamente Sigfrido Ranucci.
  • Fonte per Report: Ranucci conferma il rapporto con Lavitola, spiegando che è stato anche una fonte importante per alcune inchieste di Report, e dichiara di affidarsi alle indagini della Procura di Roma.
  • Incontri pubblici: secondo Abbate, gli incontri tra Ranucci e Lavitola avvenivano regolarmente e pubblicamente al ristorante Cefalù di Monteverde Vecchio, non in contesti nascosti o segreti.
  • Metodo giornalistico: la fotografia pubblicata dal Riformista apre un dibattito sul confine tra legittima documentazione giornalistica e spionaggio di un incontro privato visibile dall’esterno.

FAQ

Perché si parla di “attentato amicale”?

Perché è circolata l’ipotesi secondo cui l’attentato a Ranucci sarebbe stato compiuto per trasformarlo in una figura inattaccabile e rafforzarne la posizione pubblica. Fulvio Abbate considera questa ricostruzione “surreale” e “lunare”.

Cosa ha detto Ranucci su Walter Lavitola?

Ranucci ha confermato di aver avuto un rapporto di amicizia con Lavitola dopo alcune inchieste di Report e ha spiegato che Lavitola è stato anche una fonte importante per il programma. Ha aggiunto di essere convinto della sua innocenza finché non emergeranno prove contrarie e di affidarsi alle indagini della Procura di Roma.

Gli incontri tra Ranucci e Lavitola erano segreti?

Secondo Fulvio Abbate, no. Gli incontri avvenivano pubblicamente al ristorante Cefalù di Monteverde Vecchio, in un locale con vetrate visibili dalla strada.

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