IL PUNTO DELLA SETTIMANA

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today18 Ottobre 2026

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Scritto da Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio

Solo un uomo completamente privo di scrupoli avrebbe potuto compiere un tradimento come quello che Trump ha perpetrato nei confronti degli Ucraini.
Per un qualche barile in più di gasolio russo – tra l’altro, sufficiente appena per un paio di giorni al fabbisogno americano – non ha, infatti, avuto esitazioni nell’abbandonare Kiev al suo destino, confermando, inoltre (se qualcuno avesse ancora nutrito qualche dubbio), quale possa essere stato il tenore dell’incontro di Anchorage e quali tipi di impegni e garanzie l’inquilino della Casa Bianca abbia assunto, in quell’occasione, nei confronti del suo degno compare del Cremlino.

In tutta questa ignobile vicenda, riaffiora poi anche il solito atteggiamento di arroganza – decisamente inaccettabile – nel momento in cui verifichiamo (per l’ennesima volta) che a guidare le sorti del mondo c’è un individuo che ci crede tutti così fessi da pensare di poterci far bere la fandonia secondo cui la crisi energetica che il Pianeta sta attraversando sarebbe dovuta ai bombardamenti ucraini sulle raffinerie russe… e che, di conseguenza, il vero responsabile delle difficoltà che stiamo vivendo sia il solo Zelensky… Nessun accenno al fatto che, forse, se l’aspirante premio Nobel per la pace non fosse andato ad impelagarsi in un conflitto mediorientale – da cui, adesso, non sa più neanche lui come uscire – probabilmente, oggi, i prezzi dei carburanti sarebbero ancora quelli che i consumatori statunitensi pagavano all’inizio del febbraio scorso…
E noi, per la verità, pur avendolo sempre considerato tragicomicamente inadeguato rispetto al ruolo che ricopre, non eravamo di certo stati tra quelli che, inizialmente, gli avevano fatto la morale quando decise di attaccare uno Stato che, come l’Iran, non merita affatto alcuna solidarietà internazionale.
Però, qualcuno – almeno al Pentagono – avrebbe dovuto spiegare all’incauto presidente che le guerre si fanno per vincerle e non per perderle. Non è colpa dell’Europa e tanto meno di Zelensky se Trump ha sottovalutato il nemico e non si è reso conto del fatto che, per piegare la Repubblica islamica, sarebbe stato necessario quel coinvolgimento di uomini sul campo (i famosi “boots on the gruond”) che, comunque, l’opinione pubblica americana e, soprattutto, l’elettorato MAGA non avrebbero mai digerito.

Il tutto, con buona pace di quegli sventurati giovani iraniani che si erano ribellati contro il regime, anche perché qualcuno, da Washington, li aveva irresponsabilmente illusi sul fatto che, da un momento all’altro, in loro aiuto, sarebbe arrivato John Wayne con i suoi soldati a cavallo di fordiana memoria… Invece, neanche l’ombra delle mitiche “giubbe blu”, ma tanto spazio, purtroppo, alle solite torture ed alle solite impiccagioni.

Ma, al di là di tutte palle che l’apprendista stregone pretenderebbe di raccontarci, l’aspetto più vergognoso di quanto avvenuto la scorsa settimana, è stato quello di assegnare a Zelensky la parte del guerrafondaio che non vuole la pace e che, quindi, è ormai meglio “che si faccia da parte”. Ma questa sorta di “licenziamento in tronco” diretta al presidente ucraino è venuta, guarda caso, ad abbattersi, proprio su uno scenario europeo in cui buona parte dell’opinione pubblica sembra davvero pronta a vendere anche l’anima al diavolo pur di pagare il riscaldamento e il diesel qualche spicciolo in meno. D’altra parte, non è un caso se, in quasi tutti i Paesi della UE, stiano crescendo forze politiche che se ne infischiano beatamente dell’Ucraina e che, anzi, la vedrebbero volentieri sconfitta disarmata.
Bene, con le sue più recenti sparate, Donald Trump ha fornito a questi campioni dell’anti europeismo un assist degno del Gianni Rivera dei tempi migliori… Visto che lo fa anche Trump, perché non comprare anche noi gas e petrolio da Putin? E’ vero, sarà anche malvagio e inaffidabile: bombarda senza pietà scuole, ospedali, case e supermercati, ma, in fin dei conti, se ci fa un prezzo buono, a noi cosa ce ne importa?

 

18 Ottobre 2026

Scritto da: Giornale Radio

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