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A cura di Ferruccio Bovio
Se osserviamo alcuni dati facilmente rinvenibili sul web, notiamo che, a partire dal momento in cui si è diffusa la notizia della multa da un milione di euro comminata dall’Antitrust a Chiara Ferragni, la nostra più nota influencer ha visto calare di 16mila unità il numero dei suoi followers che, comunque – sia chiaro – restano pur sempre più di 29 milioni e settecentomila. Dopo la tensione mediatica creatasi, in questi ultimissimi giorni, relativamente al “caso Balocco”, la Ferragni ha rotto il suo periodo di imbarazzato silenzio soltanto lunedì 18, attraverso una dichiarazione in cui ha riconosciuto di avere sbagliato e di volere, pertanto, rimediare ai suoi errori mediante una donazione – sempre di un milione di euro – a favore dell’Ospedale Regina Margherita di Torino. Basterà questo gesto riparatorio a limitare i danni di immagine che rischiano di compromettere seriamente la sua credibilità sui social e, di conseguenza, anche la sua capacità di indirizzare gli acquisti ed i comportamenti della gente? Le critiche che le sono piovute addosso per la non chiara – scusate il gioco di parole – gestione dell’iniziativa commerciale connessa al pandoro “Pink Christmas” le stanno, infatti, procurando guai da non sottovalutare, visto che numerosi commenti di disapprovazione cominciano a coinvolgere pure le aziende che si affidano al marchio Ferragni per la promozione dei propri prodotti. Ad esempio, un’importante marca di prodotti per capelli ha dovuto registrare, sulle sue pagine social, una fitta presenza di messaggi di biasimo, da parte di clienti che minacciano di non comprare mai più i suoi prodotti.
Quello creato, in pochi anni, dall’abilissima imprenditrice cremonese è un impero che non si fonda certo su beni materiali come grandi stabilimenti o tecnologie sofisticate, ma deve, invece, tutto ad un bene immateriale che risiede essenzialmente nella mente creativa della sua fondatrice. Saprà, Chiara Ferragni, stupirci ancora una volta e superare indenne questa imprevista tempesta mediatica, che rischia di compromettere davvero il delicato funzionamento del suo giocattolo da 273 milioni annui?
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20 Dicembre 2023
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Scritto da: Giornale Radio
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