Le forze armate non sono tenute a riportare le loro emissioni ufficialmente, creando un vero e proprio “military emissions gap”. Questa mancanza di trasparenza rende difficile valutare l’impatto reale delle attività militari sul pianeta e ostacola qualsiasi tentativo di includere il settore Difesa nei piani climatici globali. Secondo uno studio del Conflict & Environment Observatory (CEOBS), aumentare la spesa militare dell’1 % del PIL può generare un incremento delle emissioni tra lo 0,9 % e il 2,0 %. Tradotto in numeri, in Europa un nuovo rearmament come il piano “Readiness 2030” (circa +2 % del PIL) comporterebbe fino a 194 milioni di tonnellate di CO₂e aggiuntive all’anno—una quantità paragonabile alle emissioni annuali di un grande Paese. Non si tratta solo di carburanti per i mezzi militari, ma anche della costruzione di basi, della logistica globale e della catena di approvvigionamento di materiali strategici, spesso provenienti da zone lontane e difficili da raggiungere. Il costo climatico nascosto e il circolo vizioso Queste emissioni hanno effetti a cascata sul clima: la produzione di carri armati, aerei e navi – con acciaio, alluminio e carburanti fossili – è ad altissima intensità carbonica. Inoltre, uno studio del 2025 rivela che ogni 1 % in più di spesa militare aggiunge circa 0,04 kg CO₂ per ogni $1 di PIL – contribuendo per il 27 % all’aumento dell’intensità delle emissioni globali tra il 1995 e il 2023. Gli esperti sottolineano che anche le esercitazioni e i test armamentistici generano un impatto climatico spesso ignorato nei bilanci. Queste emissioni militari competono con la lotta al cambiamento climatico: fondi destinati alla Difesa spesso sottraggono risorse a programmi verdi, minando obiettivi cruciali come il 35 % del bilancio UE per clima e biodiversità. Inoltre, il dibattito pubblico raramente collega questi due aspetti, lasciando in ombra una parte significativa della sfida ambientale europea e creando un paradosso tra sicurezza e sostenibilità.
insert_link L'apertura di Giornale Radio Israele attacca, Hezbollah rifiuta l’accordo, un casco blu resta ucciso today5 Giugno 2026
insert_link 2 L'apertura di Giornale Radio Grazia a Nicole Minetti. La Procura generale dà parere positivo today4 Giugno 2026 2
ITALIA NO LIMITS Con Roberto Poletti 03:00 - 06:00 more_vert ITALIA NO LIMITS Con Roberto Poletti L’Italia che produce, che consuma, che progetta, che innova. L’Italia che cambia e a volte si ferma, rischiando di perdere la svolta competitiva. Con Italia No Limits pregi, virtù e problemi da affrontare e risolvere. close