Il Corsivo

Nascere più intelligenti

today29 Agosto 2025

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A cura di Ferruccio Bovio

Siamo rimasti davvero sconcertati dinanzi alla notizia – riportata dal Wall Street Journal – secondo la quale è attiva, negli Stati Uniti, una start up che, per cinquantamila dollari, offre ai futuri genitori l’opportunità di poter mettere al mondo dei bambini intellettivamente superdotati. Un risultato che sarebbe reso possibile grazie ad una selezione sul quoziente di intelligenza degli embrioni, operata al fine di individuarne i migliori per l’inseminazione in vitro.

Naturalmente, come tutti sappiamo, è ben difficile trovare una madre o un padre padre che non sognino per il proprio pargoletto tutto il meglio del meglio…ma, in questo caso, l’impressione è quella che dalle più che comprensibili e legittime aspettative, si rischi sul serio di sconfinare in un qualche cosa che, sinistramente, richiama alla nostra memoria alcune agghiaccianti esperienze del secolo scorso: come quelle che, ad esempio, avevano indotto la ricerca nazista a sondare i percorsi della genetica, nel tentativo di plasmare i tratti di un individuo che fosse “razzialmente puro”.

Ci pare, infatti, che, al di là della circostanza che stiamo, comunque, parlando di un azzardo scientifico – visto che le conseguenze concrete di questo tipo di sperimentazioni sono tutt’altro che note o prevedibili – a porsi oggi, in tutta evidenza, sia anche (e soprattutto) il dilemma etico riguardante l’ammissibilità o meno di un intervento sulle caratteristiche genetiche di una persona prima ancora che essa sia nata. Ed a questo proposito, ci domandiamo se questi signori della Silicon Valley – sempre così abituati a pensare che, in fondo, non esista un problema che non possa essere risolto affidandosi alla tecnologia – abbiano avuto l’umiltà di fermarsi a considerare (almeno per un attimo) il dato che l’intelligenza umana non è soltanto un fattore genetico, ma è anche la risultante di elementi ambientali ed educativi.

Insomma, lo avrete senz’altro capito: a noi la prospettiva di creare, attraverso una selezione preventiva degli embrioni, una sorta di élite privilegiata composta da tanti “perfettini” che devono il loro “valore aggiunto” esclusivamente al portafoglio di chi ha potuto investire alla cieca cinquantamila dollari sulle loro capacità cognitive, non piace affatto. Sia per le sue inquietanti implicazioni di carattere morale, che per la sua inevitabile propensione ad allargare ulteriormente lo spettro di disuguaglianze sociali che sono già abbastanza radicate per conto loro, senza necessitare, assolutamente, di ulteriori accelerazioni prodotte in laboratorio.

Scritto da: Redazione


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