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Migranti: Ciriani (FdI), ‘critiche ideologiche, cambio rotta anche per centrosinistra’

today11 Febbraio 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

Le critiche rivolte da membri dell’opposizione al rapporto sui Paesi di origine sicuri “dimostrano ancora una volta l’approccio ideologico”. Lo ha detto all’Adnkronos a margine dei lavori della plenaria Alessandro Ciriani, eurodeputato di Fratelli d’Italia (Ecr) e firmatario del rapporto, approvata ieri dall’Eurocamera. Respingendo “categoricamente” l’ipotesi che la svolta possa favorire delle violazioni di diritti umani, Ciriani sottolinea che la mozione è stata sostenuto anche da membri del gruppo dei Socialisti e dei Liberali, “a dimostrazione che chi è intervenuto per rigettare il provvedimento probabilmente parlava quasi a titolo personale. Perché? Perché il bisogno di un cambio di rotta era sentito da governi anche di centrosinistra, i quali si sono specchiati nella realtà dei fatti”.

“C’è un aspetto fondamentale: esiste una clausola di salvaguardia, di tutela del diritto nei confronti dei migranti”, prosegue l’europarlamentare, sottolineando che se un richiedente asilo dimostra di essere entrato in un Paese Ue per avere protezione rispetto ai rischi per la sua vita e per la sua libertà, e non per altri motivi, “il giudice potrà riconoscerlo: quindi non c’è alcuna violazione”. Inoltre, puntualizza, l’Agenzia Ue per l’asilo, che stabilisce se un Paese è sicuro, “non è un’agenzia raffazzonata, costruita sul momento, ma si basa su una serie di informazioni provenienti da una pluralità di agenzie tra cui l’Unhcr e gli Stati membri, oppure altre fonti informative che le consentono di dire, con una certa serenità, che quel Paese non ha bisogno di un riconoscimento automatico del diritto di asilo”.

Misure “molto più severe” con regolamento rimpatri

Con la possibile approvazione del nuovo regolamento sui rimpatri da parte del Parlamento europeo, che mira ad armonizzare le procedure tra gli Stati membri e a rendere obbligatorio il mutuo riconoscimento degli ordini di espulsione a partire dal 2027, “le cose si faranno decisamente molto più severe rispetto al momento attuale: chi entra illegalmente in Europa verrà respinto o volontariamente o attraverso procedure coattive”, spiega Ciriani. Nel mentre, l’approvazione della lista dei Paesi di origine sicuri, insieme a quella dei Paesi terzi sicuri, rappresenta un'”anticipazione” rispetto all’entrata in vigore del nuovo Patto migrazione e asilo, che avverrà a giugno.

La lista include sei Paesi (Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia) più tutti quelli che hanno chiesto di aderire all’Ue. L’eurodeputato di Fratelli d’Italia sottolinea che verrà soggetta a revisioni periodiche da parte della Commissione europea, anche se “in realtà non c’è un termine codificato”, e può essere implementata su iniziativa dei singoli Stati. Alla base di tutto c’è l’analisi dell’Agenzia per l’asilo, a cui va l’onere di stabilire che all’interno dei Paesi sicuri “non ci sono rischi per la popolazione, per la libertà di espressione, di movimento, di torture, di conculcare la libertà delle persone. Nel momento in cui questa agenzia dichiara che è vero che questo Paese non corre questi rischi, si potrà ovviamente implementare: ed è l’obiettivo che noi ci poniamo”.

Inoltre, spiega Ciriani, la lista dei Paesi di origine sicuri fa sì che i giudici nazionali non possano più invocare il pericolo di un potenziale rimpatrio nel corso della procedura di immigrazione, onere che ricade interamente sul migrante che presenta domanda. “In questo momento il regolamento cita esplicitamente che il potere sindacale del magistrato si esercita solo nel caso individuale. Il singolo migrante deve dimostrare che non può essere rimpatriato perché altrimenti ne va del rischio della sua vita o della sua libertà. E il giudice potrà decidere solo su quello: non potrà più come nel passato stabilire che, indipendentemente dalla condotta del migrante, il Paese da cui proviene non è sicuro. Quella lista è assolutamente blindata”.

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