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Uefa, nel 2025 per i club ricavi record oltre 30 mld, ma perdite volano a 1,1 mld

today26 Febbraio 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

In Europa i principali club calcistici hanno chiuso un 2025 con ricavi record che hanno superato quota 30 miliardi di euro, ma hanno dovuto comunque registrare perdite per oltre 1,1 miliardi, stesso buco emerso l’anno precedente. E’ lo scenario allarmante che emerge dal rapporto ‘The European Club Finance and Investment Landscape’ elaborato dall’Uefa sulle dichiarazioni di oltre 700 squadre in tutto il continente (ma con i 25 club più grandi che da soli coprono quasi la metà del totale). I nuovi dati – spiega il Financial Times – evidenziano le sfide che deve affrontare il crescente numero di investitori professionisti che puntano miliardi di euro sul business del calcio: va segnalato comunque come le perdite significative di un piccolo numero di club fanno passare in secondo piano l’utile che emerge nei bilanci 2025 di quasi due terzi dei club.

I dati dell’organo di governo UEFA, diffusi al FT Business of Football Summit, mostrano un incremento dei ricavi complessivi rispetto ai 28,6 miliardi di euro della stagione precedente, grazie all’aumento delle entrate per sponsorizzazioni, trasferimenti di giocatori e premi in denaro mentre in alcuni paesi emerge una ‘debolezza’ delle entrate per i diritti media.

L’aumento delle spese operative è particolarmente forte per alcuni club (dal +35% per l’Arsenal al +51% per il Chelsea mentre per il Barcellona l’incremento è stato ‘solo’ del 19%). Quanto alla crescita degli stipendi dei giocatori, solitamente la spesa maggiore per un club calcistico, è stata del 4,8% lo scorso anno, rispetto al +1,8% del 2024. Il rapporto riconosce come a seguito di un atteggiamento più prudente sui trasferimenti negli ultimi quattro anni, i costi in proposito per i club spagnoli e italiani sono inferiori rispettivamente del 33% e del 18% rispetto al picco precedente. Al contrario, al di fuori dei cinque principali mercati l’aumento delle spese per i trasferimenti sta generando costi record.

Il record del ‘rosso’ va al Chelsea FC, di proprietà della società di private equity statunitense Clearlake Capital, con una perdita per 407 milioni di euro. L’Olympique Lyonnais, anch’esso di proprietà statunitense, ha perso 196 milioni di euro, mentre il Tottenham Hotspur ne ha persi 148. Un aspetto chiave è rappresentato proprio dalle proprietà ‘internazionali’ di club calcistici in tutta Europa. Gli investitori professionali, tra cui molti fondi statunitensi, hanno speso miliardi di euro per acquistare club di calcio europei negli ultimi anni: Apollo Global Management ha di recente acquisito una quota di controllo nell’Atlético Madrid, in un accordo che valuta il club spagnolo oltre 2 miliardi di euro; l’Inter è controllata dal fondo speculativo specializzato in debito Oaktree Capital, mentre la società di private equity RedBird possiede il Milan. Tuttavia il numero di acquisizioni nel calcio europeo è diminuito per il terzo anno consecutivo, con 29 club che hanno cambiato proprietà rispetto ai 28 del 2022.

Presentando il rapporto il presidente Uefa Aleksander Ceferin parla di uno scenario “incoraggiante”: “La crescita non si è limitata a un solo settore. Sono aumentati i ricavi radiotelevisivi, i ricavi delle competizioni UEFA, i ricavi da sponsorizzazioni e commerciali e i ricavi delle partite. Nonostante l’interruzione della pandemia, i ricavi totali dei club sono aumentati in media di oltre 1,3 miliardi di euro all’anno tra il 2015 e il 2025, e tutte le 54 principali divisioni europee hanno condiviso tale progresso. Il rapporto evidenzia anche l’entità del cambiamento nei flussi chiave, tra cui aumenti significativi dei ricavi televisivi, commerciali e dei biglietti d’ingresso nazionali, e in particolare dei ricavi delle competizioni UEFA, che sono più che raddoppiati nel corso del decennio. Solo nel 2025, i club hanno ricevuto oltre 3 miliardi di euro dalle competizioni UEFA, con contributi di solidarietà ai club non partecipanti che hanno superato i 300 milioni di euro. Nel complesso, queste tendenze suggeriscono che l’ecosistema calcistico europeo più ampio sta funzionando bene, con benefici percepiti in tutti i paesi e in tutte le competizioni”.

Più cauto Andrea Traverso, direttore ricerca e sostenibilità Uefa, che sottolinea come il rapporto “pur evidenziando ricavi record, pone anche l’attenzione su tendenze che richiedono una vigilanza e un controllo continui per preservare la futura sostenibilità finanziaria del gioco“. “La creazione di altri flussi di entrate richiede investimenti significativi e risorse aggiuntive, con un aumento significativo dei costi salariali non legati ai giocatori e dei costi operativi non salariali. La quota di ricavi assorbita dai costi operativi non salariali è in costante aumento: dal 30% nel 2021 a una previsione del 36% nel 2025”. (di Massimo Germinario)

Scritto da: Giornale Radio

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