Il Corsivo

Le preferenze, queste dimenticate…

today10 Marzo 2026

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Scritto da Ferruccio Bovio

Dal proporzionale della Prima Repubblica all’attuale sistema elettorale ibrido – e cioè, quel Rosatellum che cerca di conciliare maggioritario e proporzionale – il Parlamento italiano ha visto gradualmente ridursi gli spazi di scelta per gli elettori, in favore di una tendenza orientata ad imporre candidati selezionati nelle segreterie dei partiti e spesso imposti – in base a considerazioni di convenienza politica ed organizzativa interne – anche in collegi privi di alcun legame con il loro territorio di appartenenza. La quasi inevitabile conseguenza è stata, quindi, quella di eleggere troppe volte, alla Camera o al Senato, personaggi percepiti come estranei dall’elettorato: in sostanza, il parlamentare designato si limita sovente a partecipare alla presentazione della lista, ma poi tralascia di incontrare chi lo dovrebbe votare, senza stabilire con lui alcun rapporto diretto umano o politico.

Tra l’altro, a nostro avviso, i sistemi elettorali che non prevedono le preferenze – basandosi, invece, essenzialmente sull’imposizione di candidati piovuti dall’alto – concorrono pure, notevolmente, a portare linfa ai tanto lamentati fenomeni di disaffezione elettorale. Non c’è, infatti, da stupirsi se un cittadino che non conosce chi lo rappresenta – e che, oltre tutto, è consapevole di non poterlo neppure mai premiare o punire con il voto di preferenza – finisca poi per esprimere il proprio disagio rinunciando a recarsi alle urne, nella sgradevolissima sensazione di contare poco meno di niente.

Diversamente, la possibilità di inserire un voto di preferenza nella scheda elettorale agevolerebbe il consolidarsi di un vincolo più diretto tra chi vota e chi viene eletto, dando così luogo a rapporti di responsabilità e di rappresentanza molto più profondi. Ci pare, quindi, che il fenomeno dell’astensionismo elettorale, oltre ad essere certamente condizionato da questioni economiche e sociali, affondi le sue radici anche in norme elettorali che penalizzano la scelta popolare. E a questo proposito, notiamo con disappunto come, almeno a quanto sembra, la nuova proposta di legge elettorale che il Governo sta per sottoporre al vaglio del Parlamento, continui ad ignorare il problema: il testo eviterebbe, infatti, di affrontare, per l’ennesima volta, il tema del ritorno alle preferenze. Ed è un fatto abbastanza strano, dato che, in passato, proprio Giorgia Meloni si era impegnata decisamente per reintrodurle.

Scritto da: Ferruccio Bovio


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