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Tajani: “Passaggio dello stretto di Hormuz a chi rompe con Usa e Israele”

today11 Marzo 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

A Hormuz, “la situazione è ancora quella di ieri, passano due, tre navi al giorno. I Pasdaran hanno detto che i Paesi che cacceranno gli ambasciatori americani e israeliani avranno la possibilità di far passare loro navi. Però mi pare che questo è un ricatto, una sorta di rottura di relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e Israele. Io sono in contatto con tutti i Paesi dell’area per vedere cosa si può fare. Ma per adesso c’è ancora grande preoccupazione”. Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo all’apertura di LETexpo 2026, ribadendo l’impegno dell’Italia nelle missioni europee Atalanta e Aspides contro la pirateria e gli attacchi alle navi mercantili. “Sono due missioni europee – ha ricordato il ministro – che vedono la partecipazione della Marina Militare Italiana, che inoltre è impiegata anche a protezione di Cipro, così come hanno fatto altri Paesi europei dopo l’attacco iraniano che ha subito questo Paese”.

“La Russia credo che faccia il minimo indispensabile per tenere fede a un accordo che ha con l’Iran e lo stesso fa la Cina, quindi ci saranno informazioni di intelligence. Non credo che arrivino armi, anche perché sarebbe difficile inviare missili, sarebbero bombardati da americani e israeliani”. Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo all’apertura di LETexpo 2026.

“La Russia avrà la possibilità di vendere il petrolio all’India – ha poi aggiunto Tajani – perché l’India non può avere il petrolio che arriva dall’area del Golfo E gli Stati Uniti hanno detto chiaramente che allenteranno le sanzioni per permettere a paesi che hanno bisogno di petrolio e di gas di usufruirne via Russia. E’ ovvio che Paesi come l’India non possono rimanere senza petrolio e che quindi dovranno rifornirsi. Dalla Russia lo possono fisicamente fare, da Hormuz è impossibile perché ci sarebbero attacchi alle navi petroliere che passano da là. Vediamo come andranno le cose nei prossimi giorni”.

“Ripeto, se la guerra finisce prima della fine del mese i problemi saranno limitati, tant’è che oggi anche il prezzo del petrolio al barile, dopo un’impennata, è calato ampiamente sotto i 100 dollari. Anche le borse hanno risposto bene, quindi tutti quanti pensano che il blocco di Hormuz non durerà a lungo, anche perché se la guerra andrà nella direzione di una sconfitta dell’Iran, i Pasdaran non avranno la forza necessaria per bloccare lo Stretto”.

“Ho l’impressione che ci vorrà ancora tempo prima che si concluda la guerra” in Iran, “insomma ancora qualche settimana ci vorrà”. La guerra durerà ancora “3-4 settimane”, ha spiegato Tajani , secondo cui “le armi a disposizione di Teheran stanno diminuendo fortemente, i missili sono sempre di meno, rimangono i droni che sono meno pericolosi, però ritengo che gli attacchi di israeliani e americani ridurranno di giorno in giorno la forza militare dell’Iran”. “C’è il tema dell’uranio arricchito – ha aggiunto – che gli iraniani hanno continuato a conservare con l’obiettivo poi di fare la bomba atomica e quella è la ragione per la quale israeliani e americani hanno attaccato. Noi ci auguriamo che finisca il prima possibile, stiamo adottando tutte le iniziative diplomatiche, abbiamo sostenuto anche l’iniziativa della Lega Araba, però mi pare che non sortisca grandi effetti il tentativo di mediazione”.

“Ho parlato anche con gli omaniti, ho parlato con gli emiratini, stasera parlerò con il ministro degli Esteri turco, ma l’impressione è che ci vorrà ancora tempo prima che si concluda la guerra, insomma, ancora qualche settimana ci vorrà. Mi auguro che si possa concludere prima della fine del mese – ha detto ancora – perché questo significa anche allentare la tensione sui prezzi del petrolio, sul caro energia, e credo che questa sia la cosa più importante, anche perché abbiamo in gran parte risolto il problema dei nostri connazionali che volevano partire, non c’è più un’emergenza, fin da ieri”.

“Anche alle Maldive, che era l’ultima realtà dove c’era una congestione di italiani, stiamo risolvendo il problema – ha concluso – Non c’è più un ingorgo negli aeroporti, non ci sono più operazioni di accelerazione della partenza dei nostri connazionali. Stiamo però riducendo la presenza delle nostre sedi diplomatiche di Beirut e di Baghdad, perché sono realtà a rischio, quindi riduciamo al minimo la presenza, soprattutto per tutelare i nostri connazionali che vivono in quei Paesi”.

Scritto da: Giornale Radio

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