Il Corsivo

Nasce un campione nazionale per la sovranità digitale

today25 Marzo 2026

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Scritto da Ferruccio Bovio

Tra le tante attenzioni frenetiche dedicate alle ultime fasi della campagna referendaria e quelle non meno agitate destinate al fronte mediorientale, è forse passata un po’ troppo in secondo piano (e, comunque, senza riscuotere il pur dovuto risalto) la notizia del fatto che Poste Italiane ha lanciato un’Opas (e cioè, un’Offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria) da 10,8 miliardi per l’acquisto di Telecom Italia. L’obiettivo dell’operazione – come ha spiegato l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante – è quello di “dare vita ad un unico gruppo” che, unendo “due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane”, verrà a formare una “piattaforma integrata”, capace di portare a casa ricavi aggregati per circa 26,9 miliardi di euro, sinergie per 700 milioni ed occupare oltre 150 mila dipendenti.
Ricordiamo che, oggi, le Poste sono controllate dal ministero dell’Economia, sia direttamente (con una partecipazione del 29,26%), che indirettamente, attraverso la Cassa depositi e prestiti che ne detiene il 35% del capitale.

Pertanto, grazie a questa acquisizione, lo Stato torna ad essere azionista di maggioranza di Telecom – con una quota superiore al 50% – dando così corpo, finalmente, alla più grande infrastruttura connessa d’Italia, con posizioni di guida sia nei servizi finanziari ed assicurativi, che nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali. In sostanza, nasce quel campione nazionale che i mercati attendevano da ormai lungo tempo. E stiamo parlando di un’operazione che non è, quindi, solamente finanziaria, ma che, invece, concorre pure a definire un nuovo assetto industriale per il Paese, favorendo l’accelerazione di un processo di convergenza tra logistica, pagamenti e connettività in una piattaforma digitale a guida pubblica che – integrando la rete fissa e mobile di Tim ed i suoi data center – sarà in grado di proporre, su scala nazionale, i suoi servizi integrati di connettività sicura, cloud e gestione dati.

Tim potrà, inoltre, avvalersi anche della rete capillare degli uffici di Poste per diffondere i suoi prodotti e cercare, quindi, di consolidare il suo primato nel mercato delle telecomunicazioni che, in Italia, è attualmente frazionato tra quattro operatori. Poste Italiane e Tim sembrano, dunque, costituire una forma di interazione perfetta, visto che il nuovo Gruppo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese. Si tratterà quindi, di un vero e proprio agente di cambiamento, concepito appositamente per generare un avanzato polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica: insomma, un autentico pilastro strategico per l’economia italiana.

Scritto da: Ferruccio Bovio


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