Il Corsivo

Non tutto il male viene per nuocere

today17 Aprile 2026

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Scritto da Ferruccio Bovio

Ci sembra che, per quanto riguarda le vicende della politica italiana, il fatto più rilevante di questa settimana sia stato il sostanziale “ben servito” che il bizzoso presidente americano, Donald Trump, ha dato alla nostra premier Giorgia Meloni, la quale si era forse un po’ troppo a lungo, incautamente, cullata nell’illusione di poter contare su un rapporto se non di amicizia, almeno di vicinanza politica con un signore che, invece, ha già ampiamente dimostrato di saper essere solidale solamente con se stesso. Il famoso “ponte” tra Unione Europea e Stati Uniti è, dunque, rapidamente crollato alla prima folata di vento, anche perché – come del resto apparve evidente fin dal suo secondo insediamento alla Casa Bianca – l’improbabile interlocutore d’Oltreoceano non era affatto interessato a consolidarlo.

D’altra parte, dopo l’indecisa presa di distanza sulla guerra in Iran (“non condivido, né condanno”), ma soprattutto dopo aver osato definire “inaccettabile” l’attacco di Trump al Papa, ci sarebbe stato veramente da meravigliarsi se sulla testa della Meloni non fossero piovute tutte quelle espressioni di delusione e di disistima che il Tycoon ha voluto riversarle. In ogni caso, per quanto si sia trattato di una reazione più che prevedibile, quella che da Washington ha investito la guida del nostro Governo resta, indubbiamente, una sfuriata destinata ad avere un effetto tutt’altro che marginale, sia livello di politica estera, che di immagine per la stessa Meloni. Meloni che aveva, inutilmente, cercato in tutti i modi di tenere uniti Trump e l’Occidente europeo, per poi dovere amaramente prendere atto di quanto l’impresa fosse titanica…

Tuttavia, non è neppure detto che da questo suo insuccesso strategico, l’inquilina di Palazzo Chigi non possa trarre anche dei vantaggi: anzi, considerata l’aria che tira in questo momento, diremmo più vantaggi che altro, visto che, nel giro di 48 ore, Giorgia è, improvvisamente, riuscita a svincolarsi da una situazione “tossica” e fastidiosa, che la vedeva ancora legata allo sconfitto Orban ed all’ormai universalmente mal sopportato Donald Trump. E se alla fine, la scomunica arrivata dalla Casa Bianca si rivelasse come una sorta di valido ricostituente, utile per ridare un po’ di tono alla sua immagine elettorale, ultimamente abbastanza impallidita? E se alla fine, tutte le espressioni di rancorosa sfiducia che l’hanno colpita in queste giornate, si traducessero in un autentico ed insperato colpo di fortuna, in grado di salvare sia lei, che il suo Governo da una deriva di imbarazzante isolamento politico non solo interno, ma anche internazionale?

Resta il fatto che, in ogni caso, questa polemica con gli Usa segna la fine ed anche il parziale fallimento della strategia estera che Giorgia Meloni aveva seguito fino ad oggi. Per parte nostra, siamo però certi che l’Italia, pur magari rivendicando – speriamo soprattutto sul piano commerciale – una maggiore autonomia rispetto all’alleato americano, ben difficilmente defletterà da quella ininterrotta tradizione di rapporti di ragionevole convenienza che, da oltre ottant’anni, la affiancano agli Stati Uniti. Anche perché delle cosiddette “terze vie”, quello che resta sono ormai soltanto delle sbiadite memorie che ora intristiscono negli archivi del passato, mentre – piaccia o non piaccia – dell’America, al momento, non possiamo ancora permetterci di farne a meno.

Scritto da: Ferruccio Bovio


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