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Orsini, l’effetto guerra e il rischio recessione: “Su scaffali iniziano a mancare prodotti”

today22 Aprile 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

“Se non si risolve la crisi nel Golfo, e arriviamo a fine anno, al rischio di recessione abbiamo quasi certezza di arrivarci“. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine dell’evento ‘India-Italy: business partner, brighter future’, organizzato a Milano da ‘Il Sole 24 Ore’ e Banco Bpm. “Noi – ricorda Orsini – lo avevamo già detto quasi un mese fa; se la guerra si fosse conclusa velocemente saremmo allo 0,5% del Pil; se continuassimo così per ancora altri tre mesi saremmo a uno zero, ma se arriviamo a fine anno, al rischio di recessione abbiamo quasi certezza di arrivarci”.

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“Cominciano a mancare prodotti sugli scaffali”

Il presidente di Confindustria mette anche in guardia sulla mancanza di alcuni prodotti. “Parlando con il presidente di Federdistribuzione in questi giorni, ho appreso che sugli scaffali, in Sicilia, cominciano a mancare alcuni prodotti“, ha detto Per questo, ha continuato, “dico che l’Europa si deve svegliare: abbiamo bisogno che comunque si costruisca un percorso. E ancora oggi leggo che ci sono consigli ai Paesi su cosa fare sull’energia, io mi aspetto invece una cosa diversa dall’Europa. L’Europa oggi deve dare con chiarezza e certezza misure di aiuto soprattutto a quei Paesi che sono un po’ più indietro sull’energia”. “Noi abbiamo già un grande problema sull’alluminio. Cominciano a mancare prodotti che arrivavano dal Golfo”, ha spiegato. La chiusura dello stretto di Hormuz “per noi è un problema – ha evidenziato Orsini – perché lì avevamo un interscambio di 32 miliardi con un saldo positivo di 11 miliardi, quindi per noi ovviamente è un problema”.

Energia in Italia

“In Italia – ha detto Orsini – dobbiamo fare i compiti a casa, perché noi dobbiamo cercare subito l’area idonea per il fotovoltaico, le rinnovabili e l’eolico. Credo che sia fondamentale mettere a terra tutto ciò che è possibile sul tema dell’energia, perché ci aspettiamo che l’Europa possa dare delle garanzie europee alle banche dei vari Stati per poter costruire dei nuovi impianti”. “Quello che dobbiamo fare oggi è costruire impianti – ha sottolineato Orsini – ma se neanche noi politicamente, tra tutti i partiti politici, non riusciamo a trovare l’area idonea, capite che è un problema. Poi è logico” bisogna puntare sulle “nuove tecnologie, sul micro reattore nucleare, ma ci vogliono dieci anni. Quindi quello che si può fare, anche riaprire le centrali a carbone. Se oggi serve riaprire le centrali a carbone per poter dare benefici alle nostre imprese, va fatto. Perché ricordo che la Germania lo sta facendo”.

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