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A Londra il mondo di Nigo, fashion designer che ha sfumato i limiti tra oriente e occidente

today30 Aprile 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

Da venerdì primo maggio il Design Museum di Londra si trasforma nel tempio della cultura street globale organizzando ‘Nigo: from Japan with Love’, la prima grande retrospettiva dedicata al fashion designer allestita al di fuori del Giappone. Tomoaki Nagao, 55 anni, l’uomo dietro lo pseudonimo Nigo, è prima di tutto il fondatore di ‘A Bathing Ape’, marchio cult di streetwear nato nella vivace scena di Harajuku degli anni ’80, diventando successivamente un ponte di connessione tra la cultura di strada giapponese e il pubblico occidentale. Come ha sottolineato Tim Marlow, direttore del Design Museum, “Nigo è un pioniere che ha contribuito a sfumare i limiti tra mondi un tempo opposti, collaborando con colossi come Louis Vuitton, Adidas e Nike, fino a raggiungere all’attuale prestigioso incarico di direttore artistico di Kenzo”.

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L’esposizione non è una semplice carrellata di abiti, ma un viaggio profondo nel dna creativo di un artista senza formazione accademica che ha costruito un impero basandosi sull’istinto. Intervistata da Adnkronos, Rachel Hayek, co-curatrice della mostra insieme a Esme Hawes, descrive la retrospettiva come un’esperienza divisa in quattro atti fondamentali. “La narrazione inizia dalle radici, con una fedele ricostruzione della cameretta di Nigo. Un luogo dove tutto ha avuto inizio quando era ancora adolescente e della quale ha, incredibilmente, conservato numerosi oggetti che hanno rappresentato molto della sua formazione e che ora sono in esposizione per la prima volta a Londra. Proprio all’interno di queste quattro mura ha iniziato ad approcciarsi alla moda e quelle influenze sono rimaste con lui per tutta la vita”.

Questo legame con il passato è visibile nei circa 700 oggetti esposti, che includono rarità dell’archivio personale del designer, composto da oltre 10.000 pezzi, per la prima volta visibili al grande pubblico fuori dal Giappone. Uno dei punti di forza della mostra è l’accesso all’archivio di Nigo che Rachel Hayek definisce come una vera e propria “cassetta degli attrezzi da cui il designer attinge per campionare e creare nuove visioni, compresi oggetti raccolti dalla vita di tutti i giorni e durante i suoi viaggi: da tessuti di jeans, a giubbotti militari passando per foglietti di carta con su simboli, disegni, scritte e loghi dell’America vintage da cui ha tratto parecchia ispirazione”.

L’esposizione segue poi l’evoluzione dei trent’anni di carriera di Nigo, analizzando il suo impatto globale e come sia diventato, citando ancora Hayek, “il punto focale della cultura popolare stessa, sia orientale che occidentale”. L’identità giapponese gioca un ruolo cruciale nella comprensione della sua estetica. In un’industria spesso associata alla tecnologia d’avanguardia, Nigo ha saputo imporre la forza dello stile e dell’artigianato nipponico. Secondo la curatrice, ciò che rende unico l’approccio giapponese incarnato da Nigo è la capacità di “non vedere barriere nel mescolare l’alto livello e il basso, attribuendo allo street style lo stesso valore del lusso”. Questo concetto di campionamento culturale permette di unire dettagli di estrema precisione e maestria artigianale a influenze disparate, rendendo ogni pezzo un racconto a sé stante.

La mostra si chiude non a caso con le sue nuove tradizioni, dove Nigo esplora l’artigianato tradizionale giapponese e la ceramica. Tra i pezzi più iconici in mostra figurano proprio le ceramiche modellate a mano dal designer all’interno di una casa da tè in vetro a grandezza naturale e le recenti collaborazioni con Pharrell Williams per Louis Vuitton. Proprio riguardo a queste ultime, Rachel Hayek non nasconde il suo entusiasmo, definendole una delle sue parti preferite: “Credo che alcuni di quei pezzi siano davvero splendidi, come il ricamo Sashiko o la borsa a forma di aragosta che parla della loro amicizia; è un bellissimo inno alla loro partnership nel corso degli anni”.

Per chiunque decida di visitare “Nigo: from Japan with love” al Design Museum, in corso fino al 4 ottobre, il consiglio della curatrice è di prendersi il tempo necessario per assorbire ogni dettaglio: “Liberate un paio d’ore nel vostro diario e venite con un occhio paziente per scovare gli oggetti di design che vi parlano più personalmente. Perché, fondamentalmente, c’è un po’ di Nigo in tutti noi”. (di Alessandro Allocca)

Scritto da: Giornale Radio

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