Il Corsivo

Un ministro davvero pericoloso

today22 Maggio 2026

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Scritto da Ferruccio Bovio

La decisione della marina militare israeliana di sequestrare in acque internazionali le barche della Global Sumud Flottilla ed i loro equipaggi era già apparsa, di per sé, ben poco giustificabile: e non solo per la violazione di molte norme del diritto internazionale, ma anche (e soprattutto) per la sproporzione che esiste fra un’azione di protesta civile – per quanto inutile e provocatoria la si possa considerare – e l’uso della forza militare. Adesso però, lo spettacolo dei flottigliani ammanettati alla schiena e inginocchiati per terra, alla presenza dell’irresponsabile ministro alla Sicurezza di Israele, Ben-Gvir (che li apostrofa e li sbeffeggia), ha pure suscitato un’indignazione trasversale ed inevitabile in tutta Europa, accentuandone la presa di distanza dalle politiche dell’esecutivo Netanyahu. Per la verità, anche nello stesso governo di Gerusalemme, a cominciare dal titolare degli Esteri, qualcuno ha cominciato a denunciare l’inevitabile e gravissimo danno reputazionale che quell’esecrabile messa in scena – andata in onda un po’ ovunque – avrebbe causato alla credibilità democratica della dirigenza israeliana.

Tuttavia, Ben-Gvir non si è certo scusato: al contrario, appare più che mai determinato a proseguire in un cammino che, se non verrà interrotto da qualche elettore di buon senso, è destinato a portare ad un sostanziale isolamento internazionale del suo Paese. D’altra parte, lo stesso Netanyahu non è andato oltre un formale richiamo al suo incontrollabile ministro, ben consapevole di quanto la tenuta della sua maggioranza dipenda oggi proprio dall’appoggio dei partiti della destra israeliana più estrema. Alcuni Paesi, fra cui il nostro, hanno prontamente convocato gli ambasciatori israeliani per protestare ufficialmente e per avanzare la richiesta di immediata liberazione dei sequestrati. Il Presidente Mattarella si è spinto fino a parlare di un “trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”. E, a loro volta, sia la premier Meloni, che il ministro Tajani hanno definito “inaccettabile” il trattamento riservato da Israele agli attivisti della Flotilla, aggiungendo pure che l’Italia “pretende le scuse per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano”.

Ci domandiamo se queste – sia pur ferme – parole di condanna bastino per chiudere la questione o se, invece, non sia giunto il momento di prendere coscienza di come alcune forze politiche israeliane – espressioni di tendenze messianico / religiose – stiano pericolosamente modificando la natura stessa dello Stato ebraico e compromettendo ogni spiraglio di rinascita pacifica e democratica dell’intero Medio Oriente. Ci pare quindi che, per l’Europa, sia forse giunto il momento di cominciare a parlare chiaro – soprattutto a quelle componenti della società israeliana che non hanno ancora perso il lume della ragione e che, probabilmente, sono ancora maggioritarie – chiarendo bene il fatto che il tradizionale legame di vicinanza e solidarietà che lega il Vecchio Continente ad Israele da ormai quasi ottant’anni, sta oggi seriamente rischiando di spezzarsi…. E che un’eventuale prossima rottura, questa volta, avrebbe effetti politici e commerciali ben più pesanti di un banale richiamo a qualche ambasciatore.

Scritto da: Ferruccio Bovio


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