L'apertura di Giornale Radio

L’intervento di Giorgia Meloni all’Assemblea annuale di Confindustria

today27 Maggio 2026

Sfondo
share close
Scritto da Ferruccio Bovio

Intervenuta all’Assemblea annuale di Confindustria a Roma, Giorgia Meloni si è rivolta agli industriali lanciando l’idea di dare vita ad un “cantiere comune” per riformare radicalmente la burocrazia italiana. Ed a questo proposito, la premier ha precisato, tra gli applausi, che per arrivare ad una riforma della burocrazia nazionale che vada davvero in profondità, diventa, a suo avviso, indispensabile unire le forze, poiché “quando c’è un servizio che non funziona, se tu vuoi risolvere quel problema, devi interrogare l’utente”. E proprio gli imprenditori sono gli utenti della burocrazia italiana e sono certamente coloro che, più di ogni altro, possono aiutare la politica a scardinare le “troppe incrostazioni che, in questi anni, hanno impedito alle aziende di correre come avrebbero potuto se non avessero dovuto fare i conti con rendere le “degenerazioni di quella burocrazia”.

Meloni non ha poi risparmiato critiche neanche all’Unione europea che ha definito “un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull’altare di approcci ideologici e tecnocratici”. L’Europa è stata, infatti – sempre secondo la presidente del Consiglio – inarrestabile nel moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune, ma anche miope quando si è trattato di farsi ascoltare nella vita globale. L’Italia chiede, quindi, a Bruxelles di “fare meno, ma fare meglio”, applicando quel principio di sussidiarietà, in base al quale l’Europa deve occuparsi delle cose che i singoli Stati non sono in grado di fare da soli, lasciandoli però liberi di agire, in maniera autonoma, nei settori in cui sanno fare meglio da soli.

Quanto al tema delle spese per la Difesa, Meloni ha detto che la linea del suo Governo è quella secondo cui, in un periodo di tensioni globali, occorre “trovare un punto di equilibrio” che preveda, nell’utilizzo delle risorse, anche il sostegno ad imprese e famiglie. Palazzo Chigi non ha, quindi, “ cambiato idea sulle sulle spese per la difesa”. E un leader serio deve, infatti, sempre dire la verità, perché “ se non ti sai difendere lo pagherai”: di conseguenza le spese per la difesa rappresentano un prezzo per la libertà e Meloni vuole che “l’Italia sia una nazione libera”. Per contro, è anche vero che, se oggi non si aiutano famiglie e imprese, si corre il rischio che domani non ci sia più niente da difendere. Infine, per quanto concerne la questione energetica, la premier ha espresso la sua ferma intenzione nel “proseguire speditamente sulla strada del ritorno al nucleare in Italia”, partendo dalle tecnologie più innovative con i reattori modulari e confermando che, comunque, “entro l’estate sarà approvata la legge delega e poi saranno approvati i decreti attuativi per il quadro politico necessario”. Il Governo non ha, quindi, dubbi “sul fatto che la ripresa della produzione nucleare sia un obbiettivo alla nostra portata” e di assoluta importanza per la nostra competitività.

Scritto da: Ferruccio Bovio


GIORNALE RADIO

Giornale Radio, la radio libera di informare.

Notizie del giorno: notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.

AD
AD
AD