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“Il sogno americano è diventato un incubo”: perché gli USA sono un “impero destinato a finire” sotto il peso dei debiti

today7 Luglio 2026

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“Il sogno americano è diventato un incubo”: perché gli USA sono un “impero destinato a finire” sotto il peso dei debiti

Il mito dell’invincibilità statunitense vacilla sotto i colpi di una crisi di leadership senza precedenti. Giancarlo Marcotti, economista di Finanza in Chiaro, descrive un quadro impietoso della politica d’oltreoceano, partendo dai recenti discorsi pubblici di Donald Trump.

Ormai è a un livello tipo Biden, fra un po’ anche lui andrà a stringere la mano a una persona immaginaria”, attacca Marcotti, sottolineando come la retorica della forza sia ormai una recita stanca. Secondo l’esperto, il linguaggio utilizzato dai vertici politici punta a un elettorato considerato incapace di analisi critica.

Tratta il suo popolo come una massa di decerebrati”, aggiunge con durezza, evidenziando il distacco tra la propaganda e la realtà dei fatti. Questa analisi è stata al centro dell’ultima puntata di Next Economy con Manuela Donghi, su Giornale Radio, dove si è sviscerato il declino di quello che Marcotti definisce uno “Stato imperiale” ormai al tramonto.

Il debito colossale che sta affondando l’impero

I numeri raccontano una verità che i discorsi celebrativi tentano di nascondere. Il debito pubblico degli Stati Uniti ha sfondato il tetto dei 39.200 miliardi di dollari, una cifra che mette a rischio la stabilità globale.

Marcotti avverte che “il debito non è un problema fin quando non scoppia qualcosa”, ma quando il nodo viene al pettine le conseguenze sono catastrofiche.

Gli USA sono costretti a mantenere tassi di interesse elevatissimi per restare attrattivi sul mercato, con il risultato paradossale che oggi la spesa per gli interessi sul debito supera quella per la difesa, storicamente la voce più pesante del bilancio americano.

Questo squilibrio finanziario rende gli Stati Uniti vulnerabili e incapaci di sostenere gli investimenti necessari per mantenere la propria egemonia, come dimostrato dai fallimentari tentativi di intervento in settori strategici esteri.

Il paradosso del debito privato e il confronto con l’Italia

Nonostante la narrazione comune dipinga l’Italia come l’anello debole dell’economia occidentale, Marcotti ribalta la prospettiva confrontando la tenuta dei due sistemi.

Sebbene il rapporto debito/PIL italiano sia elevato, il nostro Paese vanta un punto di forza decisivo. “Noi abbiamo un debito privato molto ma molto più basso rispetto a quello degli Stati Uniti”, spiega l’economista.

Mentre le famiglie italiane conservano una capacità di risparmio e una stabilità patrimoniale, gli statunitensi sono schiacciati da un indebitamento personale che aggrava la fragilità dello Stato.

Gli USA continuano ad aumentare il debito pubblico senza una reale capacità di ridurlo, rendendo la loro situazione strutturalmente peggiore della nostra. La debolezza americana emerge anche sul piano internazionale, dove le recenti umiliazioni diplomatiche e militari segnano il passo di un potere che non riesce più a imporsi.

La follia delle spese militari e lo spettro della Russia

In questo scenario di instabilità, le richieste della NATO di aumentare le spese militari al 5% del PIL appaiono a Marcotti come una provocazione priva di logica economica.

Difendersi da chi?”, si chiede provocatoriamente l’economista, sottolineando come l’idea di un’invasione russa in Europa sia “ridicola solo a pensarla”.

La Russia, con una popolazione pari a un terzo di quella dell’Unione Europea, non avrebbe alcun interesse strategico o capacità logistica per un’azione simile.

Per Marcotti, la spinta verso il riarmo è una manovra per giustificare spese folli che drenano risorse preziose. “I russi sono stati provocati”, afferma, criticando la strategia occidentale che alimenta tensioni invece di cercare la stabilità.

In definitiva, l’ostentazione di muscoli e missili serve solo a coprire le crepe di un sistema economico che sta perdendo i pezzi, dove “il sogno americano è diventato un incubo” e la realtà del dollaro non basta più a garantire il benessere.

In sintesi

  • Debito record: il debito pubblico USA ha superato i 39.200 miliardi di dollari, diventando sempre più difficile da sostenere.
  • Interessi fuori controllo: secondo Marcotti, la spesa per gli interessi sul debito supera ormai quella per la difesa nazionale.
  • Confronto con l’Italia: gli Stati Uniti avrebbero un debito privato molto più alto rispetto all’Italia, fattore che li rende più fragili.
  • Spese militari: le richieste NATO di aumentare le spese al 5% del PIL vengono considerate assurde e prive di logica economica.

FAQ

Perché Giancarlo Marcotti ritiene che gli Stati Uniti siano in declino?

Perché li considera uno Stato imperiale schiacciato dai debiti, con una leadership politica debole e un sistema economico che non riesce più a sostenere i propri impegni finanziari.

Qual è la differenza principale tra il debito italiano e quello americano?

Secondo Marcotti, mentre l’Italia ha un debito pubblico alto ma un debito privato contenuto, gli USA soffrono per un debito pubblico colossale unito a un pesante indebitamento delle famiglie.

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