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“La destra sulla sicurezza ha fallito”: Piero De Luca (PD) denuncia il “Far West” nelle città italiane e il taglio delle forze dell’ordine

today3 Luglio 2026

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“La destra sulla sicurezza ha fallito”: Piero De Luca (PD) denuncia il “Far West” nelle città italiane e il taglio delle forze dell’ordine

Piero De Luca, deputato del Partito Democratico, lancia un attacco frontale alle politiche del Governo Meloni, accusando la maggioranza di aver tradito la fiducia dei cittadini su uno dei temi centrali della propria campagna elettorale.

A quasi quattro anni di Governo Meloni, mi pare di poter dire con grande senso di responsabilità che la destra sul tema della sicurezza ha fallito”, dichiara l’esponente dem. Secondo De Luca, l’ordine e il rigore promessi si sono trasformati in una realtà fatta di degrado e insicurezza crescente nei quartieri.

Queste riflessioni sono state espresse durante un’intervista a Il Timone delle 13 con Paolo Sergio, il programma in onda su Giornale Radio, dove il deputato ha sottolineato come la destra abbia solo strumentalizzato il problema senza mai portare soluzioni reali e concrete.

Città come zone di guerra e il silenzio delle istituzioni

La situazione descritta è allarmante e riguarda l’intero territorio nazionale, con episodi di cronaca che si susseguono senza sosta.

Ogni giorno ci sono notizie di scene da Far West, da guerriglia urbana, baby gang, omicidi e violenze, il tutto in un clima di assuefazione che fa davvero preoccupare”, denuncia De Luca.

Il deputato critica aspramente l’inerzia del Ministero dell’Interno, citando i recenti fatti di Napoli come esempio di una mancanza di reazione politica adeguata.

Non c’è stata nemmeno una dichiarazione forte da parte del ministro Piantedosi”, afferma, precisando che, sebbene il lavoro di magistratura e forze dell’ordine sia encomiabile, la politica stia mancando il suo appuntamento con la realtà.

Il taglio delle divise: mancano 25.000 agenti

Il cuore della polemica riguarda la carenza di personale, un dato numerico che smentisce i proclami governativi.

De Luca fornisce cifre precise sulla crisi operativa che colpisce il comparto sicurezza: “La verità è che mancano 25.000 unità di forze dell’ordine. Da quando è in carica il Governo Meloni, il personale si è ridotto di ulteriori 2.000 unità”.

Invece di investire in nuove assunzioni e presidi sul territorio per contrastare la microcriminalità, le risorse verrebbero sottratte alla sicurezza dei cittadini per essere impiegate in operazioni di facciata.

Le risorse vengono dirottate altrove per fare propaganda, invece di assumere nuove forze dell’ordine”.

Lo spreco dei centri in Albania e il “danno erariale”

Un capitolo particolarmente critico dell’analisi di De Luca riguarda la gestione dei flussi migratori e l’apertura dei centri in Albania, definita un’operazione puramente demagogica.

Ho dichiarato in aula che quello dei centri in Albania è forse il più grande danno erariale della storia del Paese”, attacca il segretario regionale campano del PD.

Per l’esponente dem, spostare ingenti fondi pubblici per gestire poche centinaia di persone all’estero non risolve né il fenomeno migratorio né il tema della sicurezza nazionale.

Al contrario, sottrarrebbe ossigeno a interventi necessari nel sociale, nella scuola e nella formazione, indicati come veri strumenti di prevenzione contro la dispersione scolastica e la criminalità.

La trappola dei nuovi reati e l’illusione penale

Oltre alla carenza di uomini, De Luca contesta il metodo “pampenalistico” adottato dal Governo, che punterebbe tutto sull’inasprimento delle pene piuttosto che sull’efficacia dell’azione di controllo.

Hanno immaginato che bastasse aumentare il numero di reati e di anni di pena per risolvere magicamente il tema della sicurezza”, spiega.

La statistica citata è emblematica: il Governo ha creato 50 nuovi reati e aggravanti, ma senza agenti in strada queste norme restano lettera morta.

Nonostante i quasi 500 anni di pene aggiunte, abbiamo un sottorganico che porta alle scene intollerabili che vediamo quotidianamente da Napoli a Milano”.

Una difesa comune per un’Italia più europea

Infine, lo sguardo si allarga allo scenario internazionale, dove De Luca ravvisa una mancanza di coraggio e una pericolosa spaccatura interna alla maggioranza tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Il Governo viene accusato di essere “antieuropeista” per la sua resistenza a costruire una vera difesa comune europea, preferendo la strada dei riarmi nazionali che penalizzano gli interessi del Paese.

Siamo contrari ai riarmi nazionali, siamo per costruire una vera e propria difesa comune europea”, conclude De Luca.

Secondo il deputato, mettere insieme gli sforzi a livello strategico permetterebbe di risparmiare risorse preziose da destinare a interventi sociali e lavorativi, rendendo l’Italia più autonoma e sicura.

In sintesi

  • Fallimento sulla sicurezza: Piero De Luca denuncia il fallimento della destra e sostiene che manchino 25.000 agenti.
  • Personale ridotto: secondo il deputato, sotto il Governo Meloni il personale delle forze dell’ordine sarebbe calato di altre 2.000 unità.
  • Centri in Albania: l’operazione viene definita un possibile “danno erariale” e una misura di propaganda.
  • Nuovi reati: il Governo avrebbe creato 50 nuovi reati e aggravanti, senza però rafforzare davvero il presidio del territorio.
  • Difesa europea: il PD propone una difesa comune europea e investimenti sociali contro la logica dei riarmi nazionali.

FAQ

Qual è la principale critica di De Luca sulla gestione della sicurezza?

De Luca accusa il Governo di fare propaganda e slogan, riducendo il numero di agenti effettivi e dirottando fondi verso i centri in Albania invece che sulle assunzioni.

Cosa pensa il PD dell’aumento delle pene deciso dal Governo?

Viene considerato un approccio sbagliato e inefficace perché, nonostante i 50 nuovi reati introdotti, il sottorganico delle forze dell’ordine renderebbe impossibile il controllo reale del territorio.

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