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Russia, Andreychuk (Golos): “Esito elezioni molto interessante, saltata la fiducia nel cuore sistema”

today17 Settembre 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

L’esito delle elezioni legislative in Russia sarà molto interessante, anche se i risultati sono già decisi e se Golos, l’organizzazione non governativa che per 25 anni ha seguito il processo di voto in tutto il Paese documentando brogli e altre irregolarità, è stata chiusa lo scorso anno, dopo la condanna lo scorso giugno del co presidente Grigory Melkonyants a cinque anni di carcere per aver collaborato con una organizzazione considerata indesiderabile. C’è stata quest’estate una rottura della fiducia che legava i russi al cuore stesso del sistema e i cui risultati si vedranno a partire dalla chiusura delle urne. Più che con proteste di piazza, con l’inizio di un processo di lunga durata, spiega in una intervista all’Adnkronos da Vilnius l’ex co presidente dell’organizzazione, Stanislav Andreychuk. Golos, che in russo significa ‘voce’ è stata la prima ong, nel 2013, a essere dichiarata ‘agente straniero’. Ora la sua attività è terminata. Ma in Russia ci sono altri attivisti disposti a monitorare informalmente non più solo quello che succede nei seggi ma anche, come accade da mesi, l’attività sui social e altri indicatori del reale orientamento politico di chi è chiamato a votare.

Che cosa è successo quindi?

“La cancellazione di Yabloko dal voto di lista, con la sentenza della Corte suprema dello scorso 10 agosto, ha mandato in frantumi la narrativa del Cremlino che anticipava un voto tranquillo e prevedibile. La reazione delle persone sui social media (non solo quelli proibiti Youtube e Telegram, ma anche su Max e VKontakte), la misura dei dati sull”engagement’ generato dai post in cui una forza politica viene citata, unica misura considerata significativa in un sistema controllato da censura, ha indicato, secondo i risultati del gruppo di analisti indipendenti di ‘Atlas Vyborov’, che Yabloko, un partito che all’inizio dell’anno faceva fatica ad arrivare al tre per cento dei consensi, ha registrato una crescita enorme del sostegno, non solo rispetto ad altri partiti ammessi a partecipare alle elezioni ma perfino di Russia Unita (un sorpasso è avvenuto nel periodo compreso fra la registrazione del partito alle elezioni alla sua rimozione per decisione della Corte suprema, ndr). E non stiamo parlando di quello che la gente dice, ma di quello che fa, vale a dire rilanciare o commentare un post, mettere mi piace a un altro.

Il dato misurato è molto importante perché lo stesso livello di discussione è stato osservato anche quando sono state cancellate le candidature di candidati di altri partiti, a partire dal Partito comunista, eventi che sono stati più commentati sui social del discorso che Vladimir Putin ha tenuto di fronte al partito nella seconda metà di agosto.

Quello che è accaduto non solo non rientra nei piani che il Cremlino aveva predisposto per queste elezioni. Ma evidenzia la nascita di un movimento spontaneo, non organizzato o guidato da nessuno (la crescita esplosiva dell’interesse sui social per Yabloko è avvenuta in modo decentralizzato e in anticipo su opinion leader e media associati all’opposizione all’estero, ndr). I russi hanno iniziato a voler di discutere, di nuovo.

Per la prima volta nella storia della Russia è stata revocata la registrazione di un partito. E la revoca è avvenuta dopo che Yabloko, nelle poche settimane fra la sua ammissione a partecipare alle elezioni, e la cancellazione di questa ammissione, ha visto un netto aumento dei consensi. In tre settimane, l”engagement’ dei post in cui veniva citato il partito è cresciuto di 80 volte. (E a metà agosto guidava l’interesse degli utenti dei social media a eventi relativi al partito, ndr)”.

Ma come si tradurrà questo scontento nei giorni in cui le urne saranno aperte, come sarà leggibile nel momento in cui verranno diffusi i risultati ufficiali del voto?

“Il problema non è nuovo. Da 10-15 anni I risultati registrati nei singoli seggi monitorati non corrispondono a quelli ufficiali. Che coincidono fra l’altro con quelli anticipati dai sondaggi. Anche a queste elezioni, in molti non voteranno per Russia Unita ma per il Partito comunista o per i Nuovi popolari. I risultati verranno falsificati, con brogli, abuso delle risorse amministrative, tutte le tecniche ‘materiali’ che abbiamo negli anni imparato a conoscere, fino a che Golos operava apertamente, con il voto elettronico e le urne aperte dieci giorni nei territori dell’Ucraina occupati, senza alcun controllo. Il tema principale non è come voteranno i russi, ma come reagiranno ai risultati ufficiali”.

Quindi la cancellazione dalle liste di Yabloko, un partito che fa parte del sistema, anche se ha preso una posizione contro la guerra, ha fatto saltare la fiducia, non solo per il messaggio di cui si è fatto portatore, non solo per la crisi economica, per il prolungarsi della guerra e per il suo farsi sentire anche sul territorio russo, ma proprio perché ha fatto entrare in contraddizione il sistema dal suo interno?

“Sì, Yabloko, un partito legale, ha dimostrato ai russi che è legale discutere pubblicamente di politica. E’ facile prevedere sentimenti di rabbia e una demobilitazione del sostegno al sistema. Non credo che ci saranno proteste di piazza in questo momento. Non ci sono esponenti politici in grado di organizzarle e tutti ricordano le conseguenze delle proteste dopo i voti in Bielorussia e in Iran, esempi che scoraggiano le persone dal parteciparvi. Ma allo stesso tempo, si può dire che c’è stato un inizio, l’inizio di una nuova fase per l’opinione pubblica russa. Questa insoddisfazione non si esaurirà in due o tre giorni dopo l’annuncio dei risultati, ma è destinata a crescere. Il 2026 è solo l’inizio. Vedremo il lascito di queste elezioni nel giro di un paio di anni.

In coincidenza con questo voto, è quindi ricomparsa la possibilità di una qualche forma di discussione pubblica dopo che per anni non c’era più stata partecipazione. La gente ha iniziato a rendersi conto che c’è qualcosa che non funziona nel processo politico. Perché non c’è stata solo la cancellazione di Yabloko dal voto di lista, ma anche quella di candidati ‘forti’ ai seggi uninominali, e non solo di Yabloko. La mobilitazione che si è creata intorno al partito contrario alla guerra segnala il desiderio di molti di esprimere la insoddisfazione per quello che accade. La questione non è solo la candidatura di Yabloko o la guerra. Ma il funzionamento del cuore del sistema. Che si è inceppata”. (di Simona Poidomani)

Scritto da: Giornale Radio

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