IL CORSIVO

Gli aiuti militari all’Ucraina dividono il centrosinistra

today21 Settembre 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Il centrosinistra si trova ad un bivio. Dopo un’estate surreale passata a disquisire sull’utilità delle primarie, sul woke e altre amenità irrilevanti, ora i partiti che compongono il cosiddetto campo progressista devono trovare le regole per costruire un programma di alternativa al centrodestra, ma la sintesi politica ancora non esiste. Elly Schlein ha lanciato una sfida a Giorgia Meloni sulla crisi climatica ed energetica, proponendo al Governo di valutare cinque punti che riguardano gli investimenti e lo sviluppo delle infrastrutture. La premier si è dimostrata disponibile a discutere con il maggior partito di opposizione. M5s e Avs hanno criticato il metodo utilizzato dalla segretaria del Pd , e il dossier si è impantanato. Ma un altro tema divide i tre partiti: scegliere il diniego al piano di riarmo e di aiuti militari all’Ucraina oppure avviare cammini separati.

Conte delinea la sua strategia, Schlein rilancia: prima il programma poi la leadership

Il M5s delinea la sua strategia in venti punti da sottoporre al tavolo della coalizione. Tra gli altri, ci sono una nuova forma di reddito di cittadinanza, la legge sul conflitto d’interessi, la tassazione delle speculazioni finanziarie e diverse misure sul welfare e sulle famiglie. In gran parte sono proposte condivise da Avs e Pd, ma Conte ribadisce il no a nuovi invii di armi all’Ucraina e all’aumento delle spese militari, e auspica una svolta negoziale sul piano politico europeo. E qui sta il punto di maggior frizione. Schlein si trova in mezzo tra le spinte centrifughe dell’area giovanile, della segreteria e di una parte cospicua della direzione del partito d’accordo sulla linea pacifista, e l’area riformista assolutamente contraria. L’ultima mossa di Schlein riguarda l’idea di trovare la quadra del programma per poi scegliere la guida della coalizione. Schlein è convinta che con gli alleati si troverà un accordo anche sull’Ucraina e alle primarie, a cui la segretaria non intende rinunciare, lei avrà la meglio sul leader M5s. Ma all’elettorato potenziale del centrosinistra le tattiche dei palazzi stanno a zero, e chiedono di trovare qualcuno che possa mettere insieme le anime frammentate e confuse di una coalizione che ancora non c’è.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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