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Arriva il decreto scuola. Limite a stranieri nelle classi prime, fino a 1000 euro di multa per il burqa

today25 Settembre 2026

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Scritto da Daniele Biacchessi

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto scuola. Per giungere a questo provvedimento c’è stato un lungo braccio di ferro tra Governo e Quirinale su alcuni punti in contrasto con la Costituzione. La presenza di studenti non italofoni provenienti dall’estero in ogni aula non potrà superare la soglia fissata al 30 per cento nelle classi prime della scuola primaria, media e superiore. Non c’è distinzione fra cittadini dell’Unione europea ed extracomunitari.

Il criterio è la conoscenza della lingua italiana. Il decreto introduce alcune eccezioni al tetto del 30% che sarà dunque flessibile, come voluto dal Quirinale. Se un alunno ha già frequentato due anni nella scuola dell’infanzia o tre negli altri gradi di istruzione (primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado) non rientra nella soglia. Se la scuola o l’ufficio scolastico regionale non riescono a individuare un istituto di prossimità le nuove norme non si applicano. È una delle condizioni richieste dal Colle per garantire la prevalenza del diritto costituzionale all’istruzione sulla regola di distribuzione.

Il divieto di indossare il burqa e il niqab

Nelle scuole scatterà il divieto di indossare il velo integrale. Il decreto vieta il niqab, l’indumento che lascia scoperti gli occhi, e il burqa, che copre interamente il corpo e il volto lasciando visibili gli occhi. “Salvo che ricorrano specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza, è fatto divieto di partecipare alle attività curriculari e extracurriculari delle istituzioni scolastiche e a quelle previste nell’ambito dei rapporti scuola famiglia con il volto coperto o con qualsiasi altra modalità atta a non consentire il riconoscimento del volto”, si legge nel testo. E’ prevista una sanzione amministrativa da 200 euro a 1.000 euro che, quando la violazione è commessa da un minore, si applica al genitore.

I corsi di italiano per i genitori

Nel decreto sono previsti corsi di lingua italiana rivolti ai genitori di alunni che si trovano in situazioni di ritardo educativo grave. La scuola dovrà segnalare i casi ai servizi sociali territoriali, che potranno definire un progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità, con frequenza presso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia) e obiettivo di conseguire una certificazione almeno di livello A2.

Le coperture finanziarie del provvedimento

Per aiutare le scuole che ricadono nei casi di deroga, il decreto stanzia 3,4 milioni nel 2027 e 14,1 milioni annui dal 2028 destinati ad attivare corsi di potenziamento linguistico. La misura è legata a quella già in vigore dall’anno scolastico 2025/26, che prevede l’affiancamento di circa mille docenti L2 assunti dal ministero per il potenziamento dell’italiano per stranieri nelle classi in cui i non italofoni siano più del 20%.

Scritto da: Daniele Biacchessi


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